Giro Next Gen, Conforti: «Correre spesso all’estero è un vantaggio. Oggi sono contento di aver fatto 3° e non 2°»

Conforti
Lorenzo Conforti al Giro Next Gen 2024.
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È forse un po’ un Giro delle sorprese quello che sta correndo Lorenzo Conforti, velocista della Vf Group-Bardiani CSF-Faizanè. Si è piazzato in tre tappe su cinque, di cui una oggi a Cremona, su un tracciato che non rispecchia esattamente le sue caratteristiche. Il toscano classe 2004, lo dice stupito di se stesso, normalmente non parte con i favori in tappe completamente piatte come questa appena conclusa.

«L’ultima curva l’ho presa abbastanza dietro, sarò stato ventesimo, ma in questo sprint ho dato tutto. Ho giocato di rimonta sul finale anche se la tappa non era delle più adatte a me visto che era tutta piatta».

Ti è mancato un po’ il treno della squadra?

«Il punto è che la tappa di oggi era pericolosa a causa del nervosismo in gruppo. Visto che abbiamo diversi corridori in classifica abbiamo deciso di farli stare più al coperto possibile, quindi sono stato con loro fino a 15 chilometri dall’arrivo e poi ho fatto da solo. Comunque il finale era piuttosto tecnico, per questo in generale c’erano pochi treni».

Del resto, che sensazioni ti sta dando questo Giro?

«Sono partito molto tranquillo con la cronometro perché tanto sapevo che non è il mio campo. Alla seconda tappa sono rimasto sorpreso perché ho fatto una bella volata e non me l’aspettavo. Alla terza ho dato una mano ai compagni e alla quarta ho fatto sesto nonostante fosse caotica. Oggi bene, anzi meno male che ho fatto terzo perché se no sarebbe stato il quinto secondo posto della stagione».

Questo Giro è una sorpresa oppure sapevi che saresti andato così bene?

«Sapevo di stare bene anche perché prima di venire qui sono stato in Francia all’Isere dove ho fatto quarto, quinto e ottavo su percorsi mossi e arrivi in volata. Sono venuto qui con una bella base pur sapendo che il livello è più alto».

Però tu corri tanto all’estero, quindi sei sicuramente più abituato di altri a confrontarti con questi ragazzi che trovi al Giro.

«Questo è vero, per esempio sul finale so chi seguire o chi tenere d’occhio, so chi sono gli ultimi uomini e così via. Correre all’estero non può che darmi vantaggi, anche per leggere la corsa».

Sai già cosa farai una volta finito il Giro?

«Sarò al campionato italiano che si corre vicino casa e lo farò con i professionisti. Poi mi prendo un periodo di stacco».