Giro Next Gen, Conforti: «Oggi Magnier è stato più forte, ma ho almeno altre due occasioni»

Conforti
Lorenzo Conforti in una foto d’archivio.
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Paul Magnier era il grande favorito per la seconda tappa del Giro Next Gen e non ha deluso, conquistando la sua quarta vittoria in stagione (di cui due tra i professionisti). A Saint-Vincent abbiamo visto però anche un grande Lorenzo Conforti, capace di tenere testa al francese fino agli ultimi metri e di mettersi alle spalle (con oltre una bicicletta di vantaggio) corridori del calibro di Glivar e Teutenberg. Per l’ottava volta in stagione, dunque, il toscano è finito tra i primi cinque (è il quarto secondo posto del 2024), un risultato che dà morale anche in vista delle prossime tappe.

Lorenzo, la tappa di oggi era molto adatta alle tue caratteristiche.

«E infatti era uno dei miei grandi obiettivi di questa settimana. Abbiamo l’albergo a 4 chilometri dal traguardo: quando siamo arrivati qui giovedì abbiamo fatto una ricognizione del finale e ho visto che mi si addiceva molto. Sulle salite brevi mi difendo bene per cui sapevo che gli strappi di oggi non mi avrebbero messo in grossa difficoltà, poi l’ultimo chilometro tendeva leggermente a salire e questo è il genere di arrivi che preferisco».

Raccontaci gli ultimi chilometri.

«Sono riuscito a scollinare tra i primi sull’ultimo strappo e ho affrontato la discesa in quarta posizione per non prendere rischi e controllare la situazione. Ai -5 ha provato ad anticipare Pinarello, poi quando è stato ripreso la squadra si è compattata per me e ha organizzato un ottimo treno. All’ultima curva ai -300 metri è passato davanti Raccagni Noviero per Magnier, gli ho preso la ruota e sono partito ai -150 praticamente insieme al francese».

Cosa ti è mancato per vincere?

«Non ho rimpianti: sono partito al momento giusto, ero nella posizione migliore e ho fatto anche ottimi watt. Semplicemente Magnier è stato più forte, e ci sta perché quando corri con i professionisti nel World Tour poi in finali come questo hai davvero una marcia in più. Mi ha preso quella mezza bici che quando c’è un finale che spiana non recuperi più. D’altronde era il favorito, lo sapevo io come lo sapevano tutti».

Hai già raccolto piazzamenti importanti in questa stagione, ma il livello di oggi era probabilmente il più alto che hai incontrato finora. Cosa significa questo risultato per il morale?

«Sono contentissimo, considerando anche che ho battuto corridori molto forti con un certo distacco. Mi sono sentito bene per tutta la giornata, anche se siamo andati fortissimo, e sugli strappi avevo ottime sensazioni. Devo ringraziare anche la squadra che ha lavorato tutta per me nel finale, da domani cercherò di ricambiare».

La prima vittoria da Under 23 sembra sempre più vicina…

«Credo che manchi solo un po’ di fortuna, ma è un aspetto che quando sei un velocista devi tenere in considerazione. Se sei uno scalatore e sei il più forte ti basta attaccare sull’ultima salita e fai facilmente il vuoto, mentre per le volate ci sono molte variabili da considerare. Per fare un esempio, a maggio in una tappa dell’Isère ho forato ai -8, sono rientrato ai -4 ma ho fatto una gran fatica, così nella volata mi è mancato qualcosa e sono arrivato 4º. Ma non serve pensare al passato, sono già proiettato sulle prossime occasioni».

Quali tappe hai cerchiato in rosso?

«Intanto Borgomanero e Cremona, martedì e mercoledì: sono due frazioni sostanzialmente piatte e farò sicuramente la volata. Ma penso anche all’ultima tappa: la salita di Bertinoro nel circuito finale è dura e la tappa è un po’ più lunga di oggi, ma mi sento molto bene e credo di poter riuscire a rimanere con i migliori. Dovremo anche vedere come saranno le gambe all’ottavo giorno di corsa, ma sicuramente il risultato di oggi mi dà grandi speranze».