Giro d’Italia, Pellizzari: «Tadej mi ha detto di seguirlo. Che emozione lottare con i big, spero sia solo l’inizio»

Giulio Pellizzari e Tadej Pogacar insieme sulla salita del Monte Grappa
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La commozione di Giulio Pellizzari ci sta tutta quando ricorda la sera del 10 maggio. «Non ce la facevo più, volevo andare a casa. Poi ho telefonato a Massimiliano Gentili e mi ha detto di continuare il Giro». La voce di Giulio si rompe e gli occhi di chiunque lo stia guardando si inumidiscono.

Quello che ha fatto oggi è stato veramente incredibile e riempie di orgoglio la sua nazione: «Adesso come italiani possiamo stare tranquilli per i grandi Giri a tappe» ha detto Stefano Garzelli. Abbiamo trovato uno scalatore vero, di quelli che alla terza settimana non solo sono più lucidi, ma hanno anche la forza di essere migliori. Uno scalatore giovane (il più giovane al Giro, Pellizzari è solo del 2003) che ha avuto il coraggio – e la forza – di superare chi è più esperto di lui per aggiudicarsi il Gpm al primo passaggio sul Monte Grappa, essere ripreso da Pogacar e continuare per un pezzo a sua ruota e poi arrivare con il gruppo di Tiberi, Martinez e Thomas nonostante la lunga giornata in fuga e le tante energie spese.

«Non mi aspettavo al mio primo Giro di arrivare alla terza settimana e passare sul Monte Grappa davanti a tutti. Soprattutto non mi aspettavo di arrivare a Roma in maglia blu: non è la mia ma sarò felice di indossarla».

La maglia blu infatti è di Tadej Pogacar, l’idolo di Pellizzari che ne custodisce gelosamente la maglia rosa e gli occhiali che gli ha regalato a Santa Cristina Valgardena sul Monte Pana. Lo stesso che oggi, quando lo ha raggiunto, gli ha regalato un altro ricordo che non dimenticherà mai. «Mi ha detto “vieni con me”, ma sono durato solo pochi metri. Lui è qui per vincere ed è giusto così. Per me è già stata un’emozione essere al Tour of the Alps, lo è stata essere qui al Giro d’Italia e lo è ancora di più arrivare alla ventesima tappa a combattere con i big. Spero che questo sia solo l’inizio».