Giro d’Italia, Fortunato: «Ieri volevo arrivare secondo, ma i miei piani non cambiano: Lutsenko è il capitano»

Lorenzo Fortunato ha perso due posizioni in classifica generale con la tappa di Livigno
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Pogacar, Martinez, Thomas e Fortunato. Questi sono i primi quattro ciclisti che sono spuntati al Santuario di Oropa. Ieri mattina, prima della partenza, Lorenzo ci aveva avvisato: «Oggi ho carta bianca, se non ci sono proprio i big allora parto». E invece Fortunato è partito comunque, pure in mezzo ai big, perché è giusto così e non bisogna tirarsi indietro.

D’altra parte il suo lo aveva fatto, Lutsenko era già al sicuro. «Sono stato di fianco a Lutsenko per quasi tutta la corsa. Quando siamo arrivati alla salita lui aveva la situazione sotto controllo nel senso che anche senza di me non avrebbe avuto problemi a salire, allora dall’ammiraglia mi hanno detto di sganciarmi e andare via ad inseguire. Ho cercato di raccogliere il miglior risultato possibile».

Qual è stato il momento esatto in cui hai capito che avevi nelle gambe la forza per attaccare? «Negli ultimi due chilometri quando la Bora ha accelerato. Il nostro capitano era coperto, Thomas e O’Connor erano lì, io ero nelle posizioni giuste e quindi li ho seguiti: volevo arrivare secondo».

Dopo ieri i tuoi obiettivi per questo Giro cambiano? «No assolutamente, confermo di nuovo quello che ho detto ieri. Lavoriamo per Lutsenko e io continuerò a cercare occasioni come quella di Oropa. E poi aspetto la terza settimana».