Giro d’Italia, Piccolo: «Sapevo che mi avrebbero preso, ma finalmente mi sono sentito bene in bici e ho attaccato»

Piccolo
Andrea Piccolo al Giro d’Italia 2024.
Tempo di lettura: < 1 minuto

Dopo la tappa di Oropa è Tadej Pogacar ad indossare la maglia rosa, gli occhiali rosa, le scarpe rosa e domani sicuramente anche la bici rosa. Su questo nessuno discute. Ma non ci sarebbe nemmeno da discutere sul fatto che Andrea Piccolo è stato il vero protagonista della tappa. Prima con una lunghissima fuga di gruppo, che ha perfezionato allungando e rimanendo da solo per diversi chilometri. Ha anche fatto una parte dell’ultima salita da solo, poi la UAE – che doveva accompagnare il capitano Pogacar fino a 4 chilometri dall’arrivo dove ha attaccato – ha infranto tutti i suoi sogni. Ma Andrea Piccolo già sapeva come sarebbe andata.

«Ero davanti e mi sono detto “perché non provarci?”. Alla fine tra noi della fuga non c’era molta collaborazione e così ho sfruttato l’occasione di andare via da solo e chissà, arrivare in cima ad Oropa ancora in solitaria».

Che indicazioni hai ricevuto dall’ammiraglia?

«Dopo il traguardo volante dove abbiamo fatto la volata, dalla radiolina mi hanno detto di continuare. Ho provato ma dentro di me sapevo che mi sarebbero rientrati da dietro perché erano più forti, soprattutto numericamente».

È soddisfacente rivederti così forte in gruppo.

«Sono molto soddisfatto anche io, in particolare di aver ritrovato il feeling giusto per stare davanti a movimentare la corsa. Era qualcosa che mancava da diverso tempo ormai».

Ci riproverai in questo Giro?

«Sicuramente. Ho visto che le sensazioni sono buone quindi d’ora in poi si può solo andare a migliorare».