Leve e sicurezza: l’importanza dell’impugnatura corretta

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Leve e sicurezza: l’importanza dell’impugnatura corretta (foto: LaPresse)
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La nuova norma sull’inclinazione delle leve ha inizialmente suscitato un acceso dibattito nel mondo del ciclismo. Tuttavia, dopo alcuni mesi di osservazione, possiamo constatare che tale regolamento ha avuto un impatto limitato sull’impostazione effettiva di questi componenti, ad eccezione dei casi più estremi, che riguardano la posizione di alcuni corridori.

In questo scenario, l’adattamento alle nuove normative è stato spesso raggiunto attraverso l’utilizzo e la preferenza per manubri caratterizzati da un buon grado di flare. Questi manubri consentono un’apertura graduale delle code della piega, promuovendo così una postura più bassa e confortevole rispetto a quella più alta. Inoltre, tale conformazione permette già in posizione neutra una leggera rotazione della leva, migliorando la sensazione di comfort e controllo per il ciclista.

Questo approccio è stato adottato da molti professionisti e appassionati di ciclismo, che hanno trovato nei manubri con flare una soluzione efficace per adattarsi alle nuove regole senza compromettere il proprio stile di guida e le proprie esigenze di comfort.

Durante recenti conversazioni con diversi corridori di varie categorie, è emerso un interessante punto riguardante la posizione delle leve. Molti di loro, nell’ottica di migliorare l’aerodinamica, impugnano la leva in modo errato. Si limitano a stringere soltanto la punta estrema del componente per estendere il braccio e cercare un punto di appoggio sulla curva del manubrio. Un commento che ha suscitato particolare attenzione è stato quello relativo alle situazioni di gruppo seguenti a cadute, durante le quali i ciclisti vengono spesso tamponati e travolti da dietro senza apparente motivo.

Questo ha fatto riflettere sul fatto che una posizione scorretta della mano sull’impugnatura della leva può compromettere la reattività nel frenare, causando ritardi che potrebbero risultare pericolosi, soprattutto in situazioni di massimo sforzo. Si è notato che tale posizione, sebbene possa offrire vantaggi in termini di aerodinamica e somigli alla posizione utilizzata nelle prove a cronometro, simile a quella vietata alcuni anni fa dall’UCI con gli avambracci appoggiati sulla parte centrale della piega, comporta una minore capacità di reazione in situazioni di emergenza.

Se il problema dell’UCI riguarda la sicurezza legata alla posizione delle leve, osservando immagini e foto, emerge che la questione potrebbe essere più legata all’impugnatura adottata dal corridore che alla posizione fisica delle leve stesse. Questo aspetto diventa meno rilevante quando si pedala con una presa alta sul manubrio, poiché in questo caso basta impugnare correttamente con il palmo della mano poggiato sulla leva per frenare in modo efficace, indipendentemente dalla posizione della mano.

Viceversa, la situazione cambia radicalmente quando si adotta una presa bassa. In questo caso, un’eccessiva chiusura della mano potrebbe diventare un ostacolo significativo nel momento in cui è necessario frenare istantaneamente in situazioni di pericolo. La mancanza di una corretta presa potrebbe rallentare la capacità di reazione del ciclista e compromettere la sua capacità di frenare tempestivamente.

Questo aspetto richiede ulteriori approfondimenti e osservazioni per comprendere appieno l’impatto sulla sicurezza dei corridori durante le competizioni e gli allenamenti. La variabilità delle condizioni di gara e le diverse scelte ergonomiche dei ciclisti rendono necessaria un’analisi approfondita per valutare le possibili soluzioni o modifiche regolamentari che possano migliorare la sicurezza e l’efficacia delle leve dei freni nelle diverse situazioni di guida. Siamo in attesa di ulteriori sviluppi su questo tema, che potrebbero influenzare le future regolamentazioni nel mondo del ciclismo professionistico e amatoriale.