
Un Tour of Britain Women di quattro giorni: è questa la nuova corsa aggiunta al calendario UCI 2024, negli stessi giorni in cui precedentemente si correva il Women’s Tour. Dopo il crollo dovuto a problemi finanziari di SweetSpot, ex promotore del Tour of Britain femminile, le alte sfere del ciclismo britannico si sono adoperate affinché un altro evento potesse prendere il suo posto. Secondo il calendario UCI, la corsa è al momento in programma dal 6 al 9 giugno 2024.
Solo quattro giorni (contro i sei dell’ex Women’s Tour) ma, date le circostanze, era difficile ambire a un progetto più ampio. «Abbiamo ancora molto lavoro da fare sul Tour of Britain femminile. Ed è una corsa contro il tempo in termini di date di giugno, potrebbero essere necessari alcuni compromessi rispetto a quanto accaduto prima in termini di durata» ha dichiarato Jon Dutton, CEO di British Cycling. Al momento non sono noti ulteriori dettagli sulle quattro tappe, se non che non ci saranno prove a cronometro.
Per quanto riguarda il Tour of Britain maschile, invece, non si hanno ancora notizie. La competizione non appare ancora in calendario, ma British Cycling si è impegnata a rilevarla e a fare in modo che la tradizione possa continuare. Un impegno che ha riscosso molto entusiasmo fra atleti e atlete.
«Sono davvero felice di vedere British Cycling investire per cercare di garantire che queste due importanti gare a tappe del Regno Unito si svolgano nel 2024 e negli anni a venire. Spero abbiano il supporto di tutti» ha dichiarato Lizzie Deignan, compagna di Elisa Longo Borghini alla Lidl-Trek. Dello stesso parere anche il crossista della Ineos, Tom Pidcock: «Da bambino sono cresciuto guardando il Tour of Britain. C’è sempre qualcosa di incredibile nel vedere ciclisti professionisti correre nel proprio Paese. È una gara importante per tutti coloro che fanno parte della scena ciclistica britannica: club, tifosi, corridori britannici e le prossime generazioni di talenti locali. Gli eventi ciclistici in Gran Bretagna hanno bisogno di supporto ora più che mai».













