Tour of Britain, la Ineos al lavoro per salvare la “corsa di casa”

Tour of Britain
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Da diversi mesi si parla della possibilità che la 20ª edizione del Tour of Britain, attualmente in calendario dall’1 all’8 di settembre, non si corra per via di grossi debiti. Si tratta di un mancato pagamento di oltre 800 mila euro dei diritti alla Federazione da parte della SweetSpot, società organizzatrice della corsa.

In Gran Bretagna è quindi partita una corsa contro il tempo per trovare una soluzione che permetta alla corsa di svolgersi. Tra gli interessati spicca anche la Ineos Grenadiers, team britannico, che si sta adoperando in prima persona per salvare la corsa. «Noi siamo evidentemente molto interessati alla situazione di quella che potremmo chiamare “corsa di casa”. Ciò che sta accadendo al Tour of Britain è una situazione spiacevole, che probabilmente porta con sé anche il bisogno di un cambiamento», così si è espresso John Allert, direttore generale della Ineos Grenadiers, a CyclingNews.

Allert, inoltre, evidenzia anche come l’eventuale cancellazione della corsa sarebbe una grave perdita per tutto il movimento britannico: «Quello che posso dire è che, da squadra che ha radici britanniche, lavoreremo con tutte le parti in causa, che siano la federazione o realtà private, per vedere il Tour of Britain nuovamente in calendario il più in fretta possibile. È una gara importante e si tratta di una enorme opportunità per mettersi in mostra per la Gran Bretagna, ma soprattutto per i corridori britannici e per le squadre nazionali di livello inferiore al WorldTour. Inoltre si tratta di una delle rare possibilità per gli appassionati locali di vedere da vicino i propri beniamini. Avere un buco del genere nel calendario non è una cosa buona per il nostro sport».