Giro d’Italia 2024, torna la scalata al Santuario di Oropa: da Pantani a Dumoulin

Pantani
Marco Pantani in maglia rosa al Giro d'Italia 1999
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Cinque anni dopo l’ultima volta, il Santuario di Oropa torna protagonista al Giro d’Italia con una tappa piuttosto impegnativa che si concluderà proprio in cima alla salita che vide nel 1999 una delle imprese più iconiche di Marco Pantani. L’organizzazione della corsa rosa, un quarto di secolo dopo, vuole ricordare quella giornata unica.

Partiamo proprio dal numero del Pirata, anche se è bene ricordare che già in due occasioni (nel 1963 con la vittoria di Vito Taccone e nel 1993 con il successo di Ghirotto), Oropa ha ospitato l’arrivo di una tappa.

30 maggio del ’98, Pantani è in maglia rosa e si avvia verso la seconda vittoria del Giro d’Italia consecutiva, una maglia che ha preso il giorno precedente a Borgo San Dalmazzo, chiudendo a 1’47” dal fuggitivo Savoldelli e scavalcando Laurent Jalabert in classifica generale. Insomma, c’erano tutte le premesse per un’altra giornata di spettacolo sotto il segno della bandana.

A poco più di otto chilometri dal Santuario, all’altezza di Cossila, Pantani ha un problema alla catena ed è costretto a mettere piede a terra. Quasi un minuto perso e ben quarantanove corridori davanti che certamente, in barba a qualsiasi concetto moderno di fair play, non lo hanno aspettato.

Uno ad uno Pantani li rimonta tutti, prima con l’aiuto prezioso dei compagni, poi in solitaria. Supera e stacca anche Jalabert, involato verso la vittoria di tappa, arrivando tutto solo al traguardo, senza neppure esultare e relegando il francese a 21″. Disse infatti di non sapere se li avesse recuperati tutti.

Da Pantani a Bruseghin e Battaglin

Per rivedere Oropa al Giro d’Italia passeranno otto anni. Nel 2007 infatti venne realizzata la cronoscalata di 13 chilometri da Biella al Santuario. Una salita durissima che premiò anche un po’ a sorpresa Marzio Bruseghin, che vestiva allora la maglia della Lampre-Fondital.

A solo un secondo di ritardo chiuse Leonardo Piepoli della Saunier-Duval, mentre a completare il podio fu Danilo Di Luca della Liquigas, poi vincitore finale della maglia rosa.

Altri sette anni e arriviamo al 2014, l’anno di grazia di Nairo Quintana. Ad Oropa però la scena se la presero i fuggitivi, abili ad evadere dal gruppo e a resistere al ritorno dei big. Enrico Battaglin si inserì nell’azione di giornata e in salita, pur non essendo uno scalatore puro, fu capace di controllare gli avversari. Nel finale rimonta sul rettilineo finale in pavé e bruciati sia Dario Cataldo sia Jarlinson Pantano.

L’anno di Dumoulin: la vittoria ad Oropa

L’ultima volta che il Giro d’Italia è arrivato ad Oropa è stato nel 2017, l’anno dell’intensa sfida tra Tom Dumoulin, Nairo Quintana e Vincenzo Nibali. Sfruttando le pendenze piuttosto pedalabili della salita, l’olandese allora alla Sunweb si gestì alla perfezione, salendo del proprio ritmo senza mai fare fuorigiri, al contrario di Quintana che più volte provò ad andare via da solo. Giornata no per lo Squalo che invece si stacca dal gruppo fin dalle prime accelerazioni.

La tattica di Dumoulin ha premiato: raggiunge Quintana e lo stacca nel finale, andando tutto solo a tagliare il traguardo. Zakarin fu secondo a 3″, Landa quarto a 9″, Quintana a 15″. L’olandese, anche grazie a quei secondi, riuscì a vincere la classifica generale della corsa rosa.