La storia di Roma al Giro d’Italia parte da lontanissimo, addirittura dalla primissima edizione della corsa. Era il 1909 e nessuno poteva mai pensare che quel giorno a piazzale Loreto a Milano si sarebbe dato il via a un pezzo importantissimo della storia di questo Paese. Dalla città meneghina a Bologna, passando poi per Chieti, Napoli e appunto Roma, sede d’arrivo della quarta tappa dopo 228 chilometri. All’ombra del Colosseo il più veloce è il muratore lombardo Luigi Ganna che al ritorno a Milano festeggiò la vittoria finale della corsa. Quest’anno Roma torna al Giro dopo l’ottima esperienza dello scorso anno.
Se però Roma è stata in tantissimi anni sede di un arrivo di tappa, diversamente solo cinque volte (nel 2024 sarà la sesta) ha ospitato il Gran Finale. In quel ciclismo eroico di Ganna e dell’idolo dei capitolini Dario Beni, nel 1911 l’organizzazione del Giro d’Italia decise di festeggiare i cinquant’anni del Regno, lasciando a Roma sia la partenza che l’arrivo di quella edizione della corsa. Ezio Corlaita conquistò l’ultima tappa in volata su Sivocci e Beni, ma a trionfare fu Carlo Galetti che su una bici Bianchi vinse il Giro dopo aver fatto sua anche la Milano-Sanremo nello stesso anno.
Per rivedere la conclusione del Giro a Roma i tifosi della corsa hanno dovuto attendere fino al 1950, in quella edizione che segnò l’ultimo successo di tappa di Gino Bartali, la caduta con frattura del bacino del favoritissimo Fausto Coppi, ma anche la prima vittoria della maglia rosa di un corridore non italiano, Hugo Koblet. Lo svizzero, in maglia Guerra, concluse la corsa con oltre cinque minuti proprio su Bartali, regalandosi il primo grande trionfo della sua carriera, contornata da un Tour de France, tre Giri di Svizzera e un Romandia.
Roma negli anni a venire è stata spesso protagonista nel bene e nel male con diversi passaggi o arrivi. Come non ricordare, per esempio, l’edizione del 1952 che vide la morte di Orfeo Ponsin, caduto in discesa nei pressi di Bracciano, battendo forte la testa contro un albero. O ancora la Grande Partenza del Giro 1960 da Ciampino, nei pressi della Capitale, per celebrare le Olimpiadi di Roma che si sarebbero svolte in estate: una toccante cerimonia che celebrò Fausto Coppi scomparso da poco con il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi a dare il via alla corsa. Nel 1974 ci fu il via da Città del Vaticano, mentre nel 2000 (anno del Giubileo pontificio), il Giro d’Italia partì con un cronoprologo vinto dal ceco Jan Hruska.
Il ritorno di Roma come Gran Finale del Giro d’Italia avvenne nel 2009, esattamente cento anni dopo la primissima edizione della corsa. Una giornata indimenticabile, vissuta attraverso un percorso esclusivo nel centro storico della Capitale. Dall’Altare della Patria i corridori presero uno ad uno il via per la cronometro, passando per lo strappetto di via Nazionale, il passaggio dal tunnel del Quirinale, via Veneto, trinità dei Monti, piazza del Popolo, il colonnato del Bernini, via del Corso, Fori Imperiali e arrivo al Colosseo.
Tutto sembrava fatto per il russo Denis Menchov. Aveva dominato il Giro d’Italia e si presentava al via della prova contro il tempo con l’obiettivo di vincere in maglia rosa: una caduta nell’ultimo chilometro dovuta ai sampietrini bagnati dalla pioggia hanno però rischiato di compromettere l’intero Giro. Fortunatamente per il corridore della Rabobank, il vantaggio accumulato era tale per arrivare “tranquillo” al traguardo, lasciando Di Luca (poi squalificato) in seconda posizione.
Segue la “brutta figura” del 2018 con la gara all’interno del centro storico di Roma neutralizzata al terzo giro per la protesta dei corridori che hanno giudicato il circuito troppo pericoloso a causa di dislivelli e sampietrini. L’arrivo di Froome in maglia rosa con lo sfondo del Colosseo e dei Fori Imperiali resta comunque una delle immagini più belle della storia del Giro.
Lo scorso anno invece la missione riuscita di Rcs che ha visto il gruppo maglia rosa partire dal Colosseo Quadrato all’EUR per una tappa che ha toccato, oltre ad Ostia, alcuni punti meravigliosi del centro di Roma. A vincere ai Fori è stato Mark Cavendish, Primoz Roglic invece ha sfilato in maglia rosa.

















