Nel giorno del poker di Jasper Philipsen l’azzurro dell’Arkéa-Samsic, Luca Mozzato, continua a mostrare di avere una condizione in crescita. Dopo il 4° posto sul traguardo di Bordeaux, il 25enne veneto trova anche oggi un posto nei primi dieci (7°) a Moulins.
Seconda top 10 nelle ultime due volate di questo Tour. La condizione sta crescendo?
«Si, la gamba va sempre meglio. La prime due volate, purtroppo, non sono andate benissimo con quei due dodicesimi posti. Certo la competizione è alta qui, ma volevamo entrare nella top 10. Negli ultimi due sprint, però, sono riuscito a essere più efficace. Questi risultati per me sono molto importanti perché mi danno morale e dimostrano che hi un buon recupero. Stiamo entrando nella seconda settimana del Tour e qualcuno sta soffrendo questo aspetto».
Parli di Ewan e Jakobsen? Oggi fuori dalla top 10.
«Non solo loro, ma diversi velocisti sono in difficoltà. Anche perché quest’anno al Tour stiamo vedendo pochi treni efficaci. I velocisti principali, infatti, non hanno tutta la squadra a disposizione, ma solo un paio di uomini che provano a dare una mano. L’unico treno che si sta dimostrando veramente all’altezza è quello dell’Alpecin, che lavora in blocco per Philipsen. Questa anarchia, però, sta creando confusione e volate più caotiche rispetto agli scorsi anni, dove c’erano un paio di treni ben attrezzati che dominavano lo sprint».
Il belga sta dominando le volate in questo Tour e oggi ha vinto anche senza van der Poel.
«Jasper sta dimostrando di avere una condizione stupefacente e una gamba ottima non solo in volata. Tra i velocisti, infatti, è quello che meno sta soffrendo le tappe di salita e, se spendi meno nelle tappe di montagna, sei più fresco per le volate».
Tornando su di te. Sei partito dicendo che puntavi a centrare una top 5 five e l’hai già centrata. Nelle prossime volate l’obiettivo è il podio?
«Sicuramente. Ora punto a migliorare il quarto posto della settima tappa. Anche perché una volta che arrivi lì ai piedi del podio, comprendi di poterlo raggiungere. Certo molto dipenderà dalle gambe e le volate, soprattutto in questo Tour, non sono mai uguali e sono molto difficili da interpretare. Però voglio far bene anche nei prossimi sprint, soprattutto nell’ultimo di Parigi».
Proverai anche qualche fuga o per questa Boucle sei focalizzato solo sulle volate?
«L’idea di provare a prendere una fuga c’è. Però nei giorni in cui si sa che puó arrivare una fuga trovi l’80% del gruppo che vuole entrare nel tentativo di giornata e non è facile. Anche perché spesso la fuga va via sulla prima salita di giornata e li ci vogliono le gambe per andarci dentro».













