Un campione slovacco diverso da Sagan? Stocek ha corso per lui e come lui viene da Zilina

Sagan
Peter Sagan, 33 anni, dal prossimo anno si dedicherà alla Mtb (foto: Alexis Boichard/Agence Zoom)
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L’ultimo non Sagan era stato Jakub Novak, ed era il 2010. Da allora, e fino a domenica, nell’albo d’oro del campionato slovacco in linea c’era sempre stato un solo cognome: Sagan. Peter dal 2011 al 2015 consecutivamente, poi suo fratello Juraj per due anni, ancora Peter nel 2018, altri due anni di Juraj nel 2019 e nel 2020, quindi era tornato Peter nel 2021 e nel 2022. Fino alla volata con capitombolo finale di domenica, che ha dato alla Slovacchia un campione diverso dopo dodici anni di Sagan: lui è Matus Stocek. Ma chi è? Ha 24 anni ed è un pupillo di Peter, neanche a dirlo: addirittura viene dalla sua città, Zilina, da junior è stato due anni alla Sagan Academy e poi è venuto a correre in Italia (prima alla Petroli Firenze Hopplà diretta da Matteo Provini nell’anno in cui vinse il campionato nazionale sia in linea sia a cronometro, dall’anno dopo Beltrami TSA Hopplà Petroli con Orlando Maini, viveva a Reggio Emilia) proprio come il suo idolo Peter. Anzi, è stato Sagan a trovargli posto in una squadra italiana. Va detto che Sagan si è arrabbiato con Bittner per la caduta ma, riguardando al ralenti le immagini della volata ai campionati slovacchi, sembra proprio che sia Stocek a cambiare traiettoria spingendo Bittner – che invece ha sempre mantenuto una linea perfettamente regolare – contro Sagan. Peter, per la cronaca, ha riportato ferite nella parte destra del corpo ma ha comunque chiuso al secondo posto. Dietro a Stocek: per la prima volta dal 2011 non c’è un Sagan con la maglia di campione slovacco ma c’è comunque un corridore di Zilina.

Quanto a Jakub Novak, ultimo campione slovacco dell’era pre-Sagan, oggi ha 32 anni e fa il preparatore: ha allenato l’australiano Alex Bogna e lo ha portato a vincere la Zwift Academy nel 2021 e ad ottenere un contratto con l’Alpecin-Deceuninck, e ha preparato la statunitense Alicia Dana per le Paralimpiadi di Tokyo, dove ha vinto una medaglia di bronzo.