GIRO D’ITALIA 2023 / Matxin fa le carte alla Uae: «Almeida è il leader, oggi tutti per Ackermann»

Matxin
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Almeida terzo a 29″, Vine settimo a 46″ e McNulty ottavo a 48″: cronometro inaugurale più che positiva per la Uae Emirates, diretta e guidata tra gli altri anche da Matxin, soddisfatto della prova di ieri. «Sapevamo di poter contare su tre corridori adatti alla cronometro e non ci hanno deluso. Certo, se devo essere sincero non mi aspettavo che Evenepoel rifilasse dei distacchi del genere».

Matxin, chi è il vostro leader?

«Almeida, senza dubbio. La Uae lavora così, battezziamo un leader e lavoriamo per lui. Vine e McNulty saranno i suoi vice in salita».

Quanta libertà di manovra avranno?

«Ci interessano anche le tappe, non solo la classifica generale, quindi rispettando Almeida daremo delle chance anche agli altri. Italiani compresi: Covi, Formolo, Ulissi».

Vine e McNulty possono puntare alla maglia degli scalatori?

«Perché no? Sono entrambi due bei corridori abbastanza portati per le gare a tappe, quindi la distanza non dovrebbe penalizzarli. McNulty è giovane, non vogliamo caricarlo di troppe responsabilità».

In squadra c’è Ackermann, che oggi cercherà la vittoria.

«Assolutamente sì, è un grande velocista e noi crediamo in lui. A muoversi nelle volate lo aiuterà Gibbons».

Cosa gli manca per tornare sui livelli di un tempo?

«Fiducia, credo. I velocisti sono così, hanno bisogno di sentire l’odore del sangue, di sbloccarsi, di sapere di poter vincere. Probabilmente, quando vinceva di più, c’erano meno velocisti di adesso. Ora che il livello si è alzato deve crescere anche lui».

Chi è il tuo favorito per il Giro?

«Un corridore della Uae. Sai, se Evenepoel e Roglic fossero andati al Tour allora Almeida sarebbe stato forse il favorito principale. Ma noi possiamo controllare quello che dipende da noi, non quello che decidono gli altri».

Può salire sul podio?

«Noi ci auguriamo sul gradino più alto, ma poi dobbiamo fare i conti con la realtà. Roglic ed Evenepoel sono due campioni assoluti che, insieme a pochi altri al mondo, hanno qualcosa in più degli altri. È la realtà dei fatti, non possiamo farci nulla se non prenderne atto e muoverci di conseguenza».