Morte Rebellin / I tempi si allungano, Rieke sarà sentito ma potrà essere estradato solo dopo l’eventuale condanna

Davide Rebellin in una foto d'archivio
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La Procura di Vicenza chiederà una superperizia – un esame irripetibile – che dovrà ricostruire la dinamica dell’investimento avvenuto mercoledì intorno a mezzogiorno in una rotatoria a Montebello Vicentino e che è costato la vita a Davide Rebellin. L’ausilio di questa consulenza tecnica e i risultati che arriveranno dall’autopsia serviranno a stabilire le responsabilità di Wolfgang Rieke, l’autista di 62 anni che col suo tir ha travolto Rebellin, trascinandolo fino all’interno del parcheggio del ristorante «La Padana». La procura indaga per i reati di omicidio stradale e omissione di soccorso, ma come sappiamo l’uomo si trova già in Germania e il codice penale tedesco non prevede il reato di omicidio stradale ma solo quello di omicidio colposo.

Questo cosa vuol dire? Che il processo si svolgerà in Italia e solo quando l’eventuale condanna diventerà definitiva, si potrà chiederne l’estradizione. Nel frattempo però potrebbero scattare altri provvedimenti: non è escluso che – in virtù della dinamica dei fatti così come risulta dalle immagini delle telecamere di sorveglianza e anche dei precedenti dell’uomo – gli investigatori chiedano una misura cautelare. Si potrebbe procedere con un mandato di arresto europeo.
Rieke, che lavora per la ditta di spedizioni del fratello Jurgen, nei prossimi giorni sarà sentito in Germania dai rappresentanti della giustizia italiana o interrogato in videoconferenza. Lì avrà l’occasione di ricostruire la sua versione di quanto accaduto mercoledì: può sperare di cavarsela soltanto se dimostrerà che non si era accorto di niente, ma le immagini (e le foto scattate dai testimoni) evidenzierebbero tutta un’altra storia.

Dopo l’urto, infatti, il camionista si è avvicinato al campione agonizzante a terra e poi è ripartito senza soccorrerlo. A quel punto Rieke è andato a Verona, come previsto dal suo piano di viaggio, ha caricato della merce in un’azienda dell’interporto, e poi è tornato in Germania: prima a Berlino e poi a Recke, sede dell’azienda. Sembra anzi che proprio all’Interporto di Verona sia stata acquisita la copia della sua carta d’identità che, confrontata con quelle scattate sul luogo dell’omicidio da alcuni clienti del ristorante, ha permesso di indicare Rieke come l’autista del tir.

La Procura di Vicenza gli notificherà un «avviso» perché possa nominare un suo consulente che assist all’autopsia: altra procedura che passa attraverso la collaborazione con le autorità tedesche, per cui i tempi si allungano. I tempi dell’autopsia e di conseguenza quelli dell’ultimo saluto: difficile pensare che si risolvano le pratiche entro la prossima settimana.