Martin è preoccupato per il clima: «Siamo sicuri che il Tour potrà continuare a svolgersi in luglio?»

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Guillaume Martin della Cofidis alla partenza della Parigi-Nizza 2022 (foto: A.S.O./Broadway)
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Noto come «il filosofo del gruppo», il francese Guillaume Martin parlando con Reporterre ha espresso tutta la sua preoccupazione per le conseguenze del cambiamento climatico per il ciclismo.

«Siamo di fronte a un grosso problema», ha detto il francese. «Durante la Vuelta 2021 mi sono chiesto cosa diavolo stessi facendo lì con quel caldo estremo. Ci si aspettava che i corridori facessero sforzi estremi mentre al pubblico veniva consigliato di rimanere in casa per proteggersi dal caldo».

Martin ritiene quindi che il calendario delle grandi competizioni debba essere profondamente rivisto. «Non sono sicuro che il Tour continuerà a tenersi a luglio in futuro. La salute di corridori e spettatori è a rischio». Martin si fa anche domande sull’impronta ecologica del gruppo. «I corridori sono fuori casa fino a 250 giorni all’anno. Gli aerei sono generalmente il mezzo scelto per viaggiare tra una corsa e l’altra. Ovviamente dobbiamo essere in grado di continuare a goderci il ciclismo, ma dobbiamo anche essere in grado di farlo in modo sostenibile».