Tour de France 2022 / Incredibile Pidcock, vince ovunque! Olimpiade di Mtb, Mondiale di ciclocross e ora l’Alpe d’Huez

Pidcock
Tom Pidcock vola in solitaria verso la conquista dell'Alpe d'Huez al Tour de France 2022 (foto: A.S.O./Pauline Ballet)
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Campione olimpico di mountain bike a Tokyo ad agosto 2021, campione del mondo di ciclocross a Fayetteville a gennaio e vincitore di una tappa al Tour de France sull’Alpe d’Huez, il mondiale degli scalatori, a luglio. Nell’ultimo anno Thomas Pidcock, detto Tom, ogni cinque mesi esatti ha firmato un capolavoro su un terreno diverso. Che siano pietre o fango oppure asfalto con la strada che tira all’insù il corridore britannico di Leeds esprime tutto il suo talento con una naturalezza estrema. Ha fatto della multidisciplinarietà il suo punto di forza e a soli 22 anni può già vantare un palmarès unico. La vittoria odierna, al debutto al Tour, su una delle montagne storiche del ciclismo corrisponde al primo successo nel World Tour, il secondo da professionista dopo la conquista della Freccia del Brabante 2021.

Tour de France / Assolo indimenticabile di Pidcock sull’Alpe d’Huez: «È irreale. Ho provato sensazioni uniche»

L’emozione, ma allo stesso tempo la leggerezza, luccica sul volto di Tom Pidcock nell’intervista post-tappa. Il successo è pesante e il corridore della Ineos-Grenadiers se ne rende conto. Per precocità, classe e potenza di un assolo indimenticabile. Pidcock diventa infatti il vincitore più giovane di sempre sull’Alpe d’Huez al Tour, battendo il primato di Lucio Herrera che vinse su questa salita nel 1984 a poco più di 23 anni. Ma non solo, perché, superando Cavendish, è anche il corridore britannico più giovane a vincere una tappa nella storia della Grande Boucle. Una vittoria guadagnata fin dall’inizio, quando si è unito con ritardo in modo rocambolesco alla fuga.

«Stamattina l’idea era quella di andare in fuga. Ieri ho perso diversi minuti nella generale, tanti da ottenere una giornata di libertà oggi. Ma sapevo che il gruppo non mi avrebbe lasciato andare via facilmente quando è partita la fuga sulla salita del Col du Galibier. Ma così ho pensato che nessuno avrebbe rischiato di seguirmi in discesa» spiega con il sorriso ripensando alla folle picchiata verso il fondovalle per riprendere i fuggitivi. Ha disegnato delle curve mozzafiato lungo i tornanti del Galibier«Il gap non era ampio e ho pensato subito di poterlo colmare. È stata un’azione perfetta».

A Pidcock è bastato un solo cambio di ritmo alzandosi sui pedali per salutare tutti i compagni di fuga. L’ha fatto a dieci chilometri dal traguardo con più di cinque minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla. Ma oltre alla gioia per il successo, il britannico ha parlato di “esperienza”, perché pedalare sull’Alpe d’Huez tra due ali di folla continue è un momento indimenticabile per tutti i corridori. «Questa è stata una delle mie migliori esperienze in assoluto in sella alla bici. Era irreale. Ho dovuto fare lo slalom intorno ai tifosi, agli striscioni e alle bandiere. Le sensazioni che si provano su questa salita al Tour de France non le provi da nessun’altra parte». E Pidcock ha delle belle parole anche per un compagno di fuga speciale quest’oggi: Chris Froome, classificatosi terzo e tornato ad alto livello dopo anni durissimi. «È stato bello arrivare sul podio con lui. Oggi abbiamo collaborato bene insieme prima dell’ascesa finale. È una leggenda, ma l’ho appena battuto all’Alpe d’Huez». L’incredulità di una stella del ciclismo che è pronta scrivere ancora tante splendide pagine della storia di questo sport in ogni sua forma.