TOUR DE FRANCE / Jumbo-Visma, il tridente ha risposto presente: Roglic e Vingegaard per la gialla, van Aert per la maglia verde

Jumbo-Visma
La Jumbo-Visma schierata al foglio firma al Tour de France 2020 (foto:A.S.O./Pauline Ballet)
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La Jumbo-Visma è la corazzata del Tour de France 2022. Tre capitani su cui puntare a due grossi obiettivi: Primoz Roglic e Jonas Vingegaard per la maglia gialla, Wout van Aert per la maglia verde. I primi tre giorni, dedicati alle caratteristiche del corridore belga, possiamo considerarli d’appello, seppure qualcuno si ritrova già costretto ad inseguire. Non certo in casa Jumbo-Visma dove, invece, si è inseguita ogni giorno la vittoria con van Aert. Puntualmente secondo al traguardo di tutte e tre le tappe della Grande Départ in Danimarca, il 27enne di Herentals si è posto comunque in testa alla classifica generale e alla classifica a punti. Sempre tra le prime posizioni del gruppo e con gli occhi ben aperti Vingegaard e Roglic, in luce nella cronometro d’apertura a Copenaghen.

La Jumbo-Visma è pronta per sfidare Pogacar inseguendo un capolavoro già disegnato sulla maglia speciale del Tour de France

“The Masterpiece” è il nome della nuova divisa indossata dalla Jumbo-Visma in occasione del Tour de France. Un kit variopinto ispirato alle opere e agli stili di Rembrandt van Rijn, Vincent van Gogh e Johannes Vermeer. “Il capolavoro”, come quello che la formazione olandese deve compiere per battere Tadej Pogacar. Lo sloveno della UAE Team Emirates ha già mostrato di avere un’ottima condizione nella prima giornata contro il tempo tra le strade della capitale danese. Un terzo posto a sette secondi dal vincitore Yves Lampaert e due da van Aert, secondo. Vingegaard e Roglic attaccati allo stesso tempo, rispettivamente in settima e ottava piazza a quindici e sedici secondi dalla testa. Un solo secondo meglio il danese, forse grazie alla spinta vocale del pubblico a bordo strada, che ha gridato il suo nome per ogni metro della cronometro. Tre corridori tra i primi dieci, nessuna squadra ha fatto meglio o pareggiato questo dato.

L’aveva ben sottolineato Roglic nella conferenza stampa pre-partenza: «Abbiamo molte qualità individuali». Lo si è visto già in queste prime giornate con il treno per van Aert: Tiesj Benoot, un corridore di grande esperienza che sarà utilissimo anche nelle giornate mosse e di montagna, Steven Kruijswijk, notevolmente migliorato sul passo forse a discapito del fondo, Nathan Van Hooydonck, un passistone in grande crescita e Cristophe Laporte, rinato alla Jumbo-Visma e che in ogni altra squadra sarebbe attualmente il velocista di punta. Senza dimenticare Sepp Kuss, che se non è stato di grande aiuto in questi primi giorni, sarà un corridore fondamentale quando si scaleranno le grandi montagne e l’altitudine si alza notevolmente. Anche lo statunitense in molte altra squadre probabilmente assumerebbe i gradi di capitano per la generale. «Siamo sicuri di poterlo battere come squadra» ha affermato Roglic prima della partenza, ovviamente riferendosi a Pogacar. Roglic che ogni mattina alle 6 prima della tappa va a correre, come se lo sforzo che ogni giorno deve compiere non basti. Roglic che condivide i ruoli di capitano con Vingegaard, fino a quando la strada lo deciderà. Poi sarà uno a lavorare per l’altro. La sensazione è che lo scopriremo presto, vista la frazione del pavé di mercoledì, ma soprattutto il tappone alpino di domenica.