GIRO D’ITALIA U23 / Provini e Merckx: «Chi vuole diventare professionista deve fare fatiche del genere»

Provini
Matteo Provini, direttore sportivo della Petroli Firenze Hopplà Don Camillo
Tempo di lettura: < 1 minuto

«È vero che noi abbiamo la maglia rosa – riflette Axel Merckxquindi c’è andata bene. La tappa è stata dura? Sì, ma non troppo. Sarebbe stata troppo dura se non avessero neutralizzato la prima salita, come invece hanno fatto. Gli italiani fanno poche corse a tappe? È vero, ma i ragazzi non hanno colpe se mancano gli eventi. Dovrebbero andare più all’estero, probabilmente».

«Io – dice Matteo Provini, diesse della Petroli Firenzenon ce l’ho coi miei colleghi, ognuno pensa e dice quello che vuole. Però faccio una domanda: ma se uno vuole diventare professionista dovrà fare delle tappe del genere, no? Altrimenti cosa capisci di te stesso? Cosa vuoi migliorare? Gli stranieri non si sono lamentati, fateci caso. E poi la tappa dell’altro giorno, per quanto dura, non è stata più clamorosa di altre: c’era tanto dislivello, è vero, ma i ragazzi hanno fatto ugualmente tanta fatica in giornate altimetricamente più semplici».