GIRO D’ITALIA / Le salite di oggi: Portella Mandrazzi. L’esordio? Addirittura nel 1930

Portella Mandrazzi
Simon Pellaud in fuga su Portella Mandrazzi al Giro d'Italia 2020
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Il Giro d’Italia affronterà oggi per la sesta volta nella sua storia la Portella Mandrazzi. Il “vernissage” avvenne nel lontano 1930, in occasione della partenza della corsa rosa dalla Sicilia. Si disputava la prima tappa, la Messina-Catania, e la salita comparve sull’altimetria ufficiale con il toponimo di Cantoniera Mandrazzi. All’epoca non esisteva ancora il Gran premio della Montagna e a transitare al comando fu un drappello di sette corridori capeggiato dal toscano Gestri e comprendente anche Gremo, Marchisio e Giacobbe. In vista del traguardo le carte si rimescolarono e ad imporsi fu Michele Mara, che precedette Giuntelli e Negrini.

Nel 1954 il romagnolo Giuseppe Minardi, detto “Pipàza”, nella seconda tappa del Giro, Palermo-Taormina, passò in testa sulla Portella Mandrazzi con 2’30” sull’olandese Voorting e 3’20” su Astrua, vinse la frazione e strappò la maglia rosa a nientemeno che a Fausto Coppi. Al termine di una indimenticabile fuga solitaria nata proprio sui questa salita precedette Magni e Schaer di 3’53”. Koblet arrivò ad oltre 5 minuti, Coppi a 11’29”, Bartali a 11’51”. Il futuro vincitore di quel Giro, lo svizzero Carlo Clerici, fu quinto a 5’12”. 

I successivi passaggi sulla Portella Mandrazzi sono risultati meno decisivi. L’onore di transitare in testa sulla salita simbolo dei Peloritani è toccato a Mariano Piccoli (1999), al colombiano Freddy González (2003) e allo svizzero Pellaud (2020).