Walscheid investito in allenamento, bici distrutta ed è vivo per miracolo: «Sono saltato sull’auto»

Max Walscheid, corridore tedesco del Team Cofidis, investito in allenamento (foto: Team Cofidis/Pauline Ballet)
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Tanta, tantissima paura per Max Walscheid, 28enne corridore del Team Cofidis. Il tedesco, durante un allenamento sulle strade di Franken, in Germania, vicino casa sua, è stato investito da un’automobile che ha svoltato improvvisamente. Bici completamente distrutta, in mille pezzi. Lui vivo per miracolo, ha raccontato il bruttissimo spavento ai canali ufficiali della squadra World Tour francese.

Max Walscheid investito in allenamento. Bici completamente distrutta

«La prima cosa che mi viene in mente è che sono stato incredibilmente fortunato a sopravvivere a questo incidente. Anche se non abbiamo ancora fatto tutte le radiografie, ovviamente non ho ossa rotte. Stavo facendo la classica uscita defaticante dopo la Brugge-De Panne. Ero su una strada tranquilla, in perfette condizioni. Per fortuna non stavo andato molto veloce, sul ciglio della strada. Un’auto è arrivata dalla direzione opposta. Improvvisamente ha svoltato a destra e si è precipitata verso di me e mi ha colpito in pieno. Non ho avuto nemmeno il tempo di fare nulla, né di aver paura prima che accadesse l’incidente.  

Sono stato colpito in faccia. Sono saltato sopra l’auto e sono caduto a pochi metri di distanza, fortunatamente nel fosso e non sull’asfalto. La mia bicicletta è stata completamente distrutta, a 10 metri di distanza… La gente è venuta subito ad aiutarmi, ha chiamato i soccorsi, l’ambulanza e anche la polizia. Sono stato trasportato in ospedale e ricoverato al pronto soccorso dove hanno fatto esami su tutto il mio corpo. Anche se non hanno rilevato nulla di rotto, ho dovuto passare la notte sotto osservazione. Continueremo i test e gli esami questo venerdì, in particolare per la mia testa e per controllare la mia respirazione e il mio elettrocardiogramma. 

Non riesco ancora a credere di essere stato in grado di farcela senza ferite molto più profonde. Allo stesso tempo, è molto difficile perché ero particolarmente stavo attraversando un buon periodo di forma e sentivo di poter fare di più. Ma oggi preferisco soprattutto gioire di essere ancora vivo».

Il Tweet del Team Cofidis