Tre vittorie, la soddisfazione di essere ancora una volta la prima Professional italiana nelle classifiche Uci, e l’invito al Giro d’Italia da parte di Rcs. Gianni Savio non può che essere contento dell’inizio di stagione dei suoi ragazzi, tanto da approcciare alla Milano-Sanremo con serenità e fiducia. Il divario con le più forti WorldTour è incolmabile, tuttavia per il patron della Drone Hopper-Androni Giocattoli, c’è sempre spazio per fare bene e inserirsi in qualche azione pericolosa.
Savio, correrete all’attacco come da vostra tradizione?
«Sempre. Noi dobbiamo correre così, altrimenti non ci toglieremmo nessuna soddisfazioni in corse di primo piano. Non possiamo certo aspettare la volata o il Poggio alla Sanremo. Noi abbiamo degli ottimi corridori, ma è impensabile battere Ewan o Philipsen allo sprint oppure seguire le accelerazioni di Pogacar e Alaphilippe».
Vi vedremo in fuga quindi…
«Quello è il primo obiettivo di giornata. Il ciclismo ci regala spesso delle bellissime sorprese. Può capitare che il gruppo si addormenti e lasci troppo spazio agli attaccanti, noi dobbiamo essere lì a tutti costi anche con più di un uomo. Poi anticipare magari sulla Cipressa o sulle prime rampe del Poggio quando ancora non entrano in scena i migliori».
I vostri leader quali saranno?
«Molto dipenderà dalle condizioni dei ragazzi. Purtroppo in molti sono stati costretti ad abbandonare la Tirreno per influenze o cadute. Non è una situazione facile. In teoria i capitani sarebbero Grosu per un arrivo veloce e Bais per entrare in fuga. Ma anche Restrepo, Zardini, Marengo, Ravanelli e Tagliani potrebbero far parte della squadra. Decideremo dopo la Milano-Torino di oggi…»
Ci parli di Tesfatsion, vincitore del Tour de Rwanda?
«Natalino, come piace chiamarlo a me, è un talento. Ha 22 anni e ha dimostrato di avere importanti qualità. Va bene in salita, si sa muovere in gruppo e adesso ha iniziato anche a rubare qualche segreto ai più forti. È un ragazzo serio, umile, che sa cosa vuol dire faticare. Non sarà alla Sanremo, ma lo vedremo al Giro…»














