Vincere da favorito non è mai semplice e Tom Pidcock questo lo sa bene. Non ci si abitua mai ad essere sotto pressione, anche se a 22 anni sei capace di vincere un oro olimpico nella Mountain Bike, svariate corse su strada e due mondiali tra juniores e Under 23 nel ciclocross.
Il britannico è partito per Fayetteville con la consapevolezza di potercela fare. Certo, mancavano i due grandi favoriti Van der Poel e Van Aert, ma come sappiamo gli assenti non hanno mai ragione. Pidcock ha sfidato tutto da solo la nazionale belga, sei corridori che hanno provato in tutti i modi a sfiancarlo e farlo cadere nella trappola. Lui però non ci è cascato, ha gestito le energie e nel momento più opportuno ha piazzato l’attacco decisivo.
«Sapevo che i belgi avrebbero cercato di fare una gara tattica – ha spiegato Pidcock dopo la premiazione – io non mi sono scomposto. Ho seguito il programma della partenza e quando ho visto uno spiraglio mi ci sono buttato. E non credete che senza Van Aert e Van der Poel sia stato più facile. Anzi, al contrario, per me si è complicata perché ero l’uomo più controllato e seguito».
La Gran Bretagna torna così con due medaglie d’oro. La prima conquistata da Zoe Backstedt nella prova juniores e femminile, e la seconda appunto da Pidcock tra gli uomini élite. Un risultato eccezionale per il Regno Unito che dimostra i passi in avanti fatti dalla Federazione anche in questa disciplina, dopo aver dominato su strada e in pista.
«È fantastico, il nostro sport in Gran Bretagna cresce anno dopo anno. Conquistare la maglia iridata sia tra le junior che tra i “grandi” è un segnale inequivocabile: il ciclocross sta prendendo piede nel paese. Per me è un onore aiutare questa disciplina a diventare più internazionale».














