La Seg chiude, ma Frigo non rimane a piedi e pedala verso la Israel

Frigo
Marco Frigo in maglia azzurra ai mondiali 2021 di Lovanio
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Di talenti negli ultimi anni la Seg ne ha lanciati molti: Jakobsen, Bouwman, Van den Berg, Schultz, Meeus, Bol, Schelling, Arensman, Hoole, Peak, Van Tricht, Dekker, Strong. Anche due italiani: Edoardo Affini e Alberto Dainese, che nella realtà olandese si sono consacrati a livello internazionale. La strada che voleva ripercorrere anche Marco Frigo, il terzo azzurro ad essere scelto dalla Seg.

Nonostante due stagioni frenate dalla pandemia e da alcuni acciacchi, Frigo ha dimostrato di valere il professionismo: è arrivato secondo nella cronometro dei campionati italiani dietro a Filippo Baroncini, ha vinto una tappa alla Ronde de l’Isard ed è stato fondamentale nella vittoria azzurra ai mondiali belgi. Ma la Seg ha deciso di chiudere, probabilmente s’impegnerà in campo femminile o tra gli juniores, e Frigo ha dovuto trovare un’altra sistemazione.

Da quello che abbiamo preso sembra buona. Frigo, infatti, dovrebbe aver firmato un contratto annuale con la formazione giovanile della Israel Start-Up Nation, la quale a sua volta gli garantirebbe poi un biennale nella squadra che milita nel World Tour.

La Israel Cycling Academy non è una corazzata, va detto, però garantirà a Frigo un calendario di primo piano. E poi, ovviamente, la possibilità di misurarsi coi professionisti della massima categoria.