AMARCORD/74 Tour 1985, Hinault al quinto trionfo. Al suo fianco spunta il “fenomeno” Canins

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Il Tour de France del 1985 vide il quinto trionfo di Bernard Hinault, che l’anno dopo si sarebbe ritirato in capo a una carriera epocale. Ma sulla stampa italiana gli rubò spazio una donna di 36 anni, che dopo un buon passato nello sci di fondo aveva debuttato in bici soltanto tre anni prima, scoprendosi all’istante campionessa.

Si chiamava Maria Canins, montanara di Badia, e quell’anno vinse il Tour de France femminile (che nel 2022 riapparirà in calendario, dopo un lungo letargo). Era una corsa ricalcata su quella maschile: le donne correvano ogni giorno sullo stesso percorso, adeguatamente ridotto nel chilometraggio, e arrivavano con qualche ora di anticipo sullo stesso traguardo. A differenza degli uomini, però, gareggiavano in squadre nazionali.

L’attenzione per la Canins crebbe di giorno in giorno. In salita faceva miracoli, stroncando atlete che avevano dieci-quindici anni di meno. Fra queste, la ventisettenne Jeannie Longo, avviata a una carriera fenomenale, ma quell’anno sistematicamente staccata in montagna dalla “mamma” (aveva già una figlia di otto anni) azzurra.

Maria, talento eterno. Vince il Tour nel 1985 con Hinault e a 50 anni è campionessa mondiale di winter triathlon

Il 9 luglio 1985, sul traguardo alpino di Avoriaz, Hinault consolidò la sua leadership fuggendo insieme al colombiano Herrera. Nello stesso giorno, Maria arrivava da sola e indossava la sua prima maglia gialla. Entrambi rimasero al comando fino a Parigi, ma il loro cammino fu diverso: il bretone andò in crisi sui Pirenei e poco mancò che il suo delfino Greg Lemond gli sfilasse il primato. Sarebbe forse accaduto se Paul Koechli, il direttore sportivo della Vie Claire, non avesse impedito all’americano di collaborare con Roche e il colombiano Parra, impegnati ad inseguire il fuggitivo Delgado.

Qualche ora prima, dopo aver domato il Tourmalet, Maria Canins era arrivata sul traguardo di Luz Ardiden con oltre nove minuti di vantaggio su tutte le altre, vincendo in anticipo il suo Tour.

L’italiana avrebbe bissato il trionfo l’anno dopo e nelle successive tre edizioni avrebbe conquistato altrettanti secondi posti, dietro all’ormai irraggiungibile Longo. Superò la soglia dei quarant’anni e continuò ancora a lungo, tanto che nel 1999, a cinquant’anni, divenne per la seconda volta campionessa mondiale di winter triathlon: corsa, mountain bike e sci di fondo, giusto per non impigrirsi.