Anche a distanza di quattro giorni, i Mondiali 2021 nelle Fiandre continuano a far discutere. Nelle ore successive alla corsa infatti sono in molti ad essersi espressi con commenti negativi sulla tattica della nazionale belga, accusata di aver gestito malissimo un corridore di talento e in grande forma come Remco Evenepoel.
Wout Van Aert, il grande atteso della vigilia, non ha avuto le gambe per finalizzare il lavoro del giovane atleta della Deceuininck-QuickStep e seguire le accelerazioni di Alaphilippe, lasciando al francese lo spazio necessario per la conquista del titolo iridato. Il fallimento del Belgio durante tutta la settimana (nemmeno un oro riportato tra cronometro e prove in linea di tutte le categorie) ha lasciato così spazio alle critiche.
A sorprendere è che una delle critiche più feroci è arrivata proprio dal protagonista della vicenda. Remco Evenepoel infatti si è lasciato andare a dei commenti piuttosto dubbiosi. Presi di mira soprattutto il commissario tecnico e i compagni alla trasmissione Extra Time Koers della VRT.
«Ho corso seguendo quello che mi era stato detto. Dovevo saltare su ogni azione facendo in modo che corridori pericolosi non partissero senza che uno di noi fosse presente. I leader erano Van Aert e Stuyven, a me è stato ben chiarito che avrei dovuto correre da gregario.
«Durante la ricognizione del percorso mi sono reso conto che il percorso si addiceva molto alle mie caratteristiche e che avrei potuto lasciare il segno attaccando da lontano. Quando ho chiesto se mi sarei potuto giocare le mie carte il ct Vanthourenhout e Pauwels mi hanno detto chiaramente di no. La scelta era ricaduta su Wout e io ho corso per metterlo nelle migliori possibilità di vincere.
Evenepoel contro il ct: «Potevo vincere»
La decisione del commissario tecnico belga è stata chiara fin da subito. Quando Evenepoel infatti è andato via con Andrea Bagioli in un tentativo che appariva molto interessante, subito la nazionale di Vanthourenhout si è messa a lavorare con Declerq per diminuire il gap. Il senso di quell’inseguimento non è chiaro a nessuno, neppure a Evenepoel…
«In corsa mi sentivo bene, così ho chiesto ancora una volta all’ammiraglia il mio ruolo. Nuovamente però mi è stato detto di no. A quel punto ho fatto il mio lavoro in silenzio, onorando al massimo la maglia della nazionale. Dopo la corsa sono andato dal commissario tecnico e ho riferito quello che pensavo. È stata un’occasione mancata e che avremmo potuto correre meglio lasciandomi più spazio. Magari non vincevo, ma così abbiamo fallito davanti al nostro pubblico facendo brutta figura».













