Mondiale 2021 / Elisa Balsamo è pronta. Ama il vento e i muri. E se si arriva in volata

Balsamo
Elisa Balsamo in una foto d'archivio
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Chissà se sarà stato di buon auspicio il podio conquistato da Elisa Balsamo nella Freccia del
Brabante dello scorso aprile: terza dietro all’americana Ruth Winder e all’olandese Demi Vollering.
Il tracciato, a parte un paio di muri, non era esattamente quello del mondiale, ma gli strappi e le
strade fiamminghe alla fine sono quelli…


Che Elisa ami correre in Belgio, nel vento, sui muri, sul pavé, non è un mistero.
Quest’anno è stata quarta al Fiandre, battuta da Vos, Kopecky e Brennauer, tutte e tre fra le grandi
favorite del mondiale, e ha sfiorato il podio anche a De Panne e Schelderprijs.
La piemontese, 23 anni, un mondiale vinto da junior nel 2016 a Doha e un titolo europeo tra le
under 23 conquistato lo scorso anno a Plouay, per la prima volta partirà con un ruolo importante
nella nazionale maggiore.
Elisa potrebbe essere la nostra carta vincente nel caso di un arrivo in volata. Il che non significa
starsene tranquilla nella pancia del gruppo ad aspettare, ma correre in modo vigile, perché basta una
folata di vento più forte per rimanere tagliati fuori da un ventaglio.


L’imperativo è uno solo: stare davanti, mantenere la posizione non solo sui muri, ma anche nel
circuito finale nervoso e veloce, e per farlo ci vogliono gambe.
Quelle che la piemontese ha dimostrato di avere sfiorando il successo la scorsa settimana al Gp
d’Isbergues, ma prima ancora al campionato europeo di Trento quando Elisa ha regolato il gruppo
delle battute conquistando la decima piazza.
La condizione è in crescita e non è stato semplice dopo tre mesi in cui non aveva praticamente
toccato la bici da strada per dedicarsi alla pista e alle Olimpiadi che purtroppo per le cadute e la
sfortuna sono state avare di soddisfazioni.


Ecco perché Elisa in questo scorcio finale di stagione è tornata alle gare su strada con una grinta
ancora più grande.
A ottobre salterà gli europei di pista per correre la prima, storica, Parigi-Roubaix delle donne. Ma
prima del pavé, l’aspettano i muri del mondiale fiammingo.