
Filippo Baroncini non ha alcuna intenzione di fermarsi. E fa bene, perché questi momenti d’oro devono essere sfruttati al meglio. Dai primi di giugno a oggi, il corridore di Massa Lombarda è stato il protagonista indiscusso della categoria Under 23 con quattro vittorie. Tappa al Giro d’Italia, Tricolore a cronometro, Pessano-Roncola e tappa all’Etoile d’Or. Questi risultati hanno attirato l’interesse della Trek-Segafredo, team WorldTour che non ha voluto perdere tempo facendogli firmare un biennale.
La stagione però non è certo finita qui. Il Tour de l’Avenir si sta avvicinando e Baroncini vuole ben figurare con la maglia azzurra. Ne parliamo proprio con lui su quibicisport.it
Filippo. Sono stati due mesi molto intensi, cosa ci puoi dire?
«Dico che sono stati i migliori due mesi da quando sono ciclista. Mi sta andando un po’ tutto bene, ma non è certo fortuna: dietro questi risultati c’è tanto sacrificio, tanto lavoro e tanto sudore…»
Iniziamo dal tuo successo più recente, la tappa all’Etoile d’Or…
«Vincere con la maglia azzurra ha sempre un sapore speciale. Sentivo di avere una gran gamba così ho provato ad andare via già nei primi giri. Ho fatto la differenza ma forse era un po’ troppo presto. Ci ho riprovato nel finale e sono riuscito ad arrivare tutto solo al traguardo».
In maglia azzurra parteciperai anche all’Avenir.
«Sì, è un onore per me e per questo ringrazio il ct Amadori. Preparerò il Tour de l’Avenir andando su a Livigno con la squadra azzurra. Ci teniamo a fare bene…»
Con quali obiettivi andrai all’Avenir?
«Vincere quante più tappe possibile che si adattano alle mie caratteristiche. Il prologo iniziale? Probabilmente è troppo corto, ma voglio portare il tricolore nelle primissime posizioni».
Il frutto di questa grande condizione è la chiamata della Trek-Segafredo…
«Sì, esatto. E’ un po’ il sogno di tutti gli Under 23. Lotti, sgomiti, vinci, perdi, ma in testa c’è sempre e solo un obiettivo: passare professionista. Farlo con una squadra forte e ricca di campioni come la Trek-Segafredo non è che una motivazione in più».
Come si è sviluppata la trattativa?
«Il mio procuratore Luca Mazzanti mi aveva presentato alla Trek, ma non c’era ancora nulla di serio. Dopo il Giro d’Italia, poco prima del tricolore a cronometro, c’è stato l’incontro con Luca Guercilena, team manager della Trek. Visti i risultati dell’Italiano e della Pessano-Roncola subito dopo, sono riuscito a convincerli».
La Trek è una squadra forte, riuscirai ad avere lo spazio che meriti?
«Questo deve spronarmi a fare sempre meglio. So che non sarà facile, non pretendo certo di essere il capitano in tutte le gare: un ruolo importante dovrò guadagnarmelo sulla strada e in allenamento tutti i giorni. Comunque parliamo di una squadra che lascia molto spazio ai giovani che meritano…»













