GIRO D’ITALIA DONNE / Luperini: «Tutto facile per la Sd Worx della Van der Breggen. Brave Cavalli e Realini»

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Fabiana Luperini commenta la nona tappa del Giro d'Italia Donne su quibicisport.it
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Fabiana Luperini, che sta seguendo per quibicisport.it il Giro d’Italia Donne, lo aveva anticipato: nell’ultima tappa con l’arrivo in salita sul Monte Matajur era probabile che la maglia rosa Anna Van der Breggen desse via libera a una sua compagna di squadra. E così è stato. Sulla seconda asperità di giornata, la salita di Stregna, ha attaccato Ashleigh Moolman-Pasio seguita dalla nostra Elisa Longo Borghini. Poi quando mancavano circa otto chilometri e mezzo al traguardo la sudafricana se n’è andata da sola conquistando la vittoria. 

Allora Fabiana, il tuo pronostico è stato rispettato in pieno…

«Se le più forti dopo di te sono due ragazze della tua squadra, diventa facile fare regali di questo tipo».

Anche se nel finale Van der Breggen si è messa a tirare, nonostante avesse la compagna in fuga. 

«Chiaramente ha controllato il distacco per la classifica, ma quando la Moolman-Pasio è rimasta sola è logico che ha preferito lasciare la vittoria a lei: per la sudafricana è un successo prestigioso, se non sbaglio non aveva mai vinto una tappa al Giro. Per la maglia rosa una vittoria in più o in meno non cambia molto…».

Come nella seconda tappa di Prato Nevoso è stata una prova di forza della Sd Worx.

«Quando in salita c’è una disparità così, i giochi diventano facili ed è appagante per tutta la squadra». 

La Moolman-Pasio è partita sulla salita di Stregna ed Elisa Longo Borghini è stata brava a seguirla. Poi però la sudafricana a 8 chilometri e mezzo dalla cima del Matajur se n’è andata.

«Purtroppo con la Moolman-Pasio vista in questo Giro Elisa non ha avuto molte possibilità. Ha meritato di vincere. In salita è sempre andata bene e fino a poco tempo fa è stata la leader delle squadre in cui ha corso. Poi probabilmente ha capito che era meglio fare da supporto alla Van der Breggen, ma di riflesso ne ha giovato anche lei: una vittoria di tappa e il secondo posto in classifica non sono poco. Insomma ha raccolto di più a fare da seconda in una squadra come la Sd Worx che la leader».

Elisa Longo Borghini ci ha provato…

«In questo momento la sua condizione è questa, da qui alle Olimpiadi dovrà riprendere in mano la situazione e vedere in cosa può migliorare».

Brava Marta Cavalli, la migliore delle italiane sia al traguardo, quarta, che in classifica, sesta.

«Il cambio di squadra e il passaggio alla francese Fdj le ha fatto bene e mi sembra di aver visto che ha perso un po’ di peso rispetto agli anni scorsi, cosa che in salita ti premia. Naturalmente ci vuole il giusto equilibrio: dimagrire troppo potrebbe essere un problema ma il peso in salita è fondamentale».

Ha tenuto bene anche la giovane Gaia Realini, abruzzese di 20 anni che corre nella Isolmant diretta dall’ex professionista Giovanni Fidanza: decima in classifica e seconda tra le giovani, dietro la Fisher-Black. E’ lei la vera sorpresa di questo Giro?

«E’ al suo primo Giro d’Italia ed è riuscita a tenere con grinta su una salita dura come il Matajur. Adesso deve continuare e deve riconfermarsi, sicuramente è una bella novità».