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Groenewegen, l’incubo continua: sotto scorta per minacce, pedinamenti e cappio per il figlio

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L’incubo di Dylan Groenewegen non conosce fine. Da quella volata al Giro di Polonia la vita del velocista olandese della Jumbo-Visma è stata letteralmente stravolta. Groenewegen ha ricevuto gravi minacce attraverso una serie di lettere e in una di queste era contenuto un cappio per il figlio. Messaggi così gravi che hanno costretto il 27enne di Amsterdam a denunciare i fatti alla polizia che ha sorvegliato la sua abitazione per diverse settimane.

Il corridore neerlandese ha spiegato a WielerFlits i dettagli di questi eventi scioccanti: «C’erano minacce così brutte, gravi e brutali che abbiamo chiamato la polizia pochi giorni dopo l’incidente. I giorni e le settimane successive la polizia ha tenuto sotto controllo il portone di casa nostra. Non potevamo più uscire tranquillamente e in libertà. Se volevo uscire un momento, c’era un ufficiale al mio fianco in modo che non mi potesse accadere nulla».

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Groenewegen: minacce, lettere, cappio per il figlio e tanta paura

L’ex Roompot, professionista dal 2015 ha ricevuto un’ampia squalifica rimanendo fuori dalle gare. Un periodo difficilissimo caratterizzato anche dalla difficoltà di svegliarsi: anche alzarsi dal letto al mattino è diventato un atto di coraggio: «Abbiamo ricevuto lettere scritte a mano per posta, che includevano anche un cappio su cui avremmo potuto appendere il nostro bambino. Quando leggi quel messaggio e vedi quel pezzo di corda, rimani inerme, pietrificato, scioccato. Da quel momento in poi ho detto basta. Non si poteva andare avanti così. La vita è diventata un incubo».

Il climax si è raggiunto quando una macchina ha inseguito lui e la sua famiglia, rischiando un incidente: «Ricordo anche che una sera cenammo con i miei genitori. Durante il tragitto un’auto ci seguiva. Ha iniziato a segnalare e ha guidato diagonalmente dietro di noi. Alla fine ci ha superato su una strada in cui era effettivamente impossibile. Poi è iniziato il panico. Qualche istante dopo gira a destra e capisci che certe cose non succedono per caso. Inizi a immaginare cose bruttissime che non hanno una fine».