Tom Pidcock corre senza fretta: «Nessun Grande Giro prima del 2022»

Tom Pidcock
Tom Pidcock non si ferma e continua con il ciclocross fino a gennaio (foto: Instagram/Tom Pidcock)
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Tom Pidcock ha una filosofia di intendere lo sport e il ciclismo diversa dall’originalissimo casco che indossa quando corre: non vuole mettersi le ali e sceglie di andare per gradi nel suo percorso di avvicinamento al grande palcoscenico del World Tour. Un giorno hanno avuto l’ardire di definirlo la risposta britannica a Remco Evenepoel, ma Pidders non è un figlio d’arte o una creatura mitologica forgiata dai muri fiamminghi.

Perciò Tom Pidcock, prima di decollare in quello che rappresenta il triennio d’iniziazione con la Ineos Grenadiers, cerca di evitare voli pindarici e mantiene un low profile. Il 21enne nato a Leeds, sede di partenza dei Mondiali del 2019 dove il talento britannico ha conquistato il bronzo nella gara in linea Under 23 vinta dal nostro Samuele Battistella, è un corridore multitasking, versatile, ma non vuole bruciare le tappe.

Disegnato non per gestire, ma per attaccare sempre come desidera Dave Brailsford, rimanderà al 2022 il debutto nei Grandi Giri: «Non farò un Grand Tour prima del 2022. Non so ancora se posso diventare un uomo di classifica o uno da fuga, ma mi rendo conto che la salita è il terreno migliore per me». Bollata la classica del pavé, la Parigi-Roubaix, Pidcock è rimasto colpito invece dalle nostre Strade Bianche e potremmo vederlo in Italia nell’edizione del 2021: «Mi piace correre sullo sterrato e le Strade Bianche sono solo su 180 chilometri. I miei principali obiettivi su strada comunque saranno più avanti nella stagione. Prima penso ai mondiali di ciclocross, poi alle classiche sulle Ardenne e infine a Tokyo, per la prova di mountain bike».