Tra i campi e i meleti della sua terra: riecco Moscon. Il trentino lavora duro pensando al riscatto (con l’Ineos)

Gianni Moscon

A qualche centinaio di metri da casa, immerso a lavorare tra i meleti: ecco come Gianni Moscon ha trascorso le ultime 2 settimane. Lavora dalle 8 alle 12 e dalle 13 finché non fa buio. Non col padre, però. «Sta recuperando, la pandemia ha toccato anche lui – spiega Moscon – ma fortunatamente il peggio è alle spalle. Mi dispiace non averlo accanto: le giornate sono splendide e il lavoro sta venendo proprio bene».

Tra i meleti, Moscon ci va con un giubbotto nero della Ineos, la sua squadra almeno per un altro anno, poi si vedrà: il 2021 sarà un anno fondamentale per la sua carriera e se i risultati non dovessero essere soddisfacenti, per provare a rilanciarlo si scatenerà una vera e propria asta. «Ma adesso non voglio pensarci – chiosa Moscon – altrimenti mi distraggo e il lavoro viene male. Questa, ora come ora, è la mia occupazione principale e mi serve anche per staccare la spina. Alla prossima stagione ci penserò a partire da dicembre, ad ora non sappiamo nemmeno quando potremo iniziare a correre né come impostare i calendari».