Chi glielo dice adesso a Wilco Kelderman che ha indossato per la prima volta nella sua carriera la maglia di leader di una corsa a tappe? Chi racconterà all’olandese della Sunweb con il nome di un codice delle comunicazioni radio degli aerei, che la missione rosa si è finalmente concretizzata? Sguardo incredulo e allo stesso tempo convinto di avere a portata di mano un’occasione irripetibile.
La sua determinazione mixata alla consapevolezza dell’avvicinarsi di un grande sogno, hanno realizzato una giornata epica sullo scenario più prestigioso della storia del ciclismo: lo Stelvio, il Gigante d’Europa, la Cima Coppi di tutte le Cime Coppi, teatro del piano perfetto del team bianconero.
Wilco Kelderman, il Rosa un sogno che si avvera
Tutti aspettavano questo momento, figuriamoci Kelderman, raggiante e visibilmente emozionato in mixed zone: «Oggi è stata la giornata più dura della mia vita, la gara più impegnativa. La vittoria di Jay è stata pazzesca, una giornata folle. Ho sognato questo momento per tutta la vita».
Come dare torto a un ragazzone di 29 anni, costante nelle prestazioni e piazzato spesso nelle Top Ten, ma mai con la corazza dorata del primo della classe: «È un sogno indossare la maglia rosa, dopo anni difficili e lotte durissime sono veramente felice di essere il leader del Giro d’Italia. Sapevamo che Jay avrebbe potuto vincere la tappa e riuscire a rimanere vicino a lui è stato fondamentale».
Meglio non esagerare con i festeggiamenti perché la corsa rosa è apertissima, bellissima e tutta da vivere. Domani si potrà gustare il simbolo della leadership senza particolari pressioni, ma l’occhio è rivolto ai duellanti per il trionfo finale: «Con la maglia rosa mi sento straordinario. Tao è un gran bel rivale per la generale. Avrebbe potuto vincere la tappa oggi e abbiamo guardato a entrambi i fronti. Dedico la maglia rosa a mia figlia e soprattutto il Ghiro, il peluche del Giro».











