
Ci ha messo qualche anno, Filippo Ganna, per trovare la sua dimensione su strada: adesso, al quarto anno tra i professionisti, sembra averla trovata. Di più, è in continua evoluzione: fin dove potrà spingersi? Quali sono i suoi limiti?
Le cronometro
Le doti sul passo sono quelle più sviluppate in Filippo Ganna e proprio per questo non deve disperderle. E’ diventato campione del mondo nelle prove contro il tempo a soli 24 anni, sintomo di un talento cristallino. Non sappiamo in quale direzione indirizzerà la propria carriera: il rischio è che, asciugandosi, possa perdere la potenza che lo contraddistingue. Auguriamoci di no, sarebbe davvero un peccato.
Il record dell’Ora
Coppi, Baldini, Moser: la storia del record dell’Ora ha forti tinte italiane. Ganna potrebbe aggiungere un altro memorabile capitolo: si conosce come pochi altri e in pista si sente a casa. Wiggins è stato chiaro: se Campenaerts ha sfondato il muro dei 55 chilometri orari, Ganna può spingersi addirittura fino ai 57 (se non fino ai 58).
Le classiche
L’erede di Cancellara: ecco l’etichetta che si sta incollando a Ganna. Le pressioni si faranno sempre più pesanti, a maggior ragione se continuerà a vincere così tanto, ma effettivamente qualche analogia c’è: di Cancellara è più alto (192 centimetri contro 186) e più pesante (82 chili a fronte di 80) ed entrambi hanno fatto del passo la loro arma letale. E poi Ganna una Parigi-Roubaix l’ha già vinta, seppur tra gli Under 23. Discorso diverso per il Giro delle Fiandre: le pendenze dei muri potrebbero respingerlo, per scalarli non basta la potenza pura. E infine la Sanremo: vi ricordate la stoccata di Cancellara nel 2008? Sembra alla portata di Ganna. Dopo le Olimpiadi di Tokyo ne vedremo delle belle.
La pista
Quattro volte campione del mondo nell’inseguimento individuale e le Olimpiadi di Tokyo, appunto, che piano piano si avvicinano: così come per le prove contro il tempo, Ganna non può permettersi nemmeno di abbandonare la pista, che gli ha dato così tante soddisfazioni. Alternandola saggiamente alla strada, Viviani lo ha fatto egregiamente, una doppia attività è più che possibile. E Ganna potrebbe ritrovarsi così con un palmares unico nel suo genere.
I grandi giri
E per finire, l’incognita più grande: Ganna potrà puntare ai grandi giri? La sua corsa preferita pare che sia il Giro d’Italia, le classiche verrebbero in seconda battuta. Certo, tutte queste salite gli rimarrebbero indigeste: ci vorrebbero i tracciati che premiavano Saronni e Moser in Italia e Indurain al Tour de France. A proposito di Indurain, qualcuno sta provando ad appiccicare a Ganna anche questa etichetta. Tenterà l’assalto ad una grande corsa a tappe, rischiando di snaturarsi? Oppure desisterà, restando col rimpianto di non averci mai provato?













