Tour, le pagelle della 8ª tappa: Applausi per Peters! Spettacolo di Pogacar. Bernal è rimandato

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Nans Peters (AG2R La Mondiale) sul podio dopo aver trionfato in solitaria nella 8ª tappa del Tour de France 2020. (foto: A.S.O./PaulineBallet)
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PETERS: 10 – Vince poco ma vince bene il corridore francese della Ag2r La Mondiale in fuga sin dal secondo chilometro di una delle frazioni più dure della Boucle. Lo scorso anno Nans (che in gruppo è soprannominato “pinguino”) ha vinto al Giro d’Italia la tappa di Anterselva mentre quello di oggi è il suo primo centro al Tour de France. Un ottimo risultato a coronamento di una giornata vissuta sempre all’attacco: in salita, in discesa, in pianura. Applausi!

POGACAR: 9 – E uno, e due, e… tre! Attacca a tre chilometri dalla cima del Peyresourde e poi, agganciato da Roglic e Quintana, ci riprova con una seconda coltellata che fa male soprattutto alla maglia gialla di Yates e a quella bianca di Egan Bernal. Quindi, a mille metri dallo scollinamento, si riaccende con una terzo, decisivo, attacco. Lo scalatore sloveno corre dando spettacolo (a differenza del suo connazionale della Jumbo-Visma…) e all’arrivo il suo coraggio è premiato con una quarantina di secondi rosicchiati su tutti i suoi principali avversari. Dopo il minuto abbondante perso ieri a causa dei ventagli, Tadej rientra prepotentemente in classifica diventando da questa sera il grande favorito di un Tour de France finalmente esploso in tutta la sua bellezza.

ROGLIC: 7 – Tiene bene sul Peyresourde (anche se in leggera sofferenza negli ultimi mille metri della scalata) e poi nella discesa si butta a capofitto cercando di ridurre il gap sul connazionale Pogacar. Primoz ha dalla sua una squadra fenomenale (anche se nella parte finale di oggi ha evidenziato qualche crepa) e una condizione ancora invidiabile: non ha preso la maglia gialla ma è lì ad appena tre secondi dal leader Adam Yates.

A. YATES: 7 – Il britannico della Mitchelton-Scott si è gestito bene amministrando le forze con attenzione e giudizio. In difficoltà in prossimità della cima del Peyresourde Adam non ha mollato riuscendo ad arrivare al tragurdo con i migliori e, soprattutto, riuscendo a tenere la maglia gialla sulle spalle. Almeno per un altro giorno ancora…

Adam Yates conserva la maglia gialla. Il suo vantaggio su Roglic resta di soli 3″. Ce la farà a mantenerla fino a Parigi? (foto: A.S.O./PaulineBallet).

QUINTANA & URAN: 8 – Il Tour finalmente esplode e loro, che di anni ne hanno 63 in due, ci sono eccome. Arrivano davanti e nella “generale” sono ancora in partita. Nairo, oggi un pelo pi più brillante di Rigo, potrebbe essere una mina vagante molto pericolosa in un Tour de France che si conferma equilibrato e molto, molto controllato.

BERNAL: 5 – Egan ha sofferto molto soprattutto i tre attacchi consecutivi di Pogacar e si vede che il colombiano non è al top della condizione. Eppure è lì, con i migliori a giocarsi la maglia gialla. Per il momento è… rimandato ma se troverà presto le sensazioni dei giorni migliori, saranno dolori per tutti. Un consiglio ai suoi principali avversari? Fatelo fuori prima che sia troppo tardi…

LANDA & PORTE: 7 – Al terzo attacco di Pogacar Mikel e Richie sono usciti all’avanscoperta sfruttando anche un momento di studio del gruppetto della maglia gialla. Poi, una volta ripresi, sono stati bravi a tenere il passo chiudendo con i migliori. In crescita.

ALAPHILIPPE: 5 – Già sul Port de Balès Julian aveva scollinato nelle ultime posizioni dimostrando di essere al gancio. Poi sul Peyresourde ha gettato la spugna ma solo dopo un ultimo attacco a favore di telecamera. Sulla copertina di Bicisport non lo avevamo inserito tra i sette grandi favoriti per la vittoria finale e qualche lettore si era stupito pensando che Julian, dopo il Tour dello scorso anno, potesse addirittura vincere la maglia gialla. Giunge al traguardo con oltre 18 minuti di ritardo, esce di classifica ma ovviamente non dal Tour: il suo target erano, sono e saranno le tappe e il suo modo di correre continuerà a regalarci emozioni e spettacolo. Tranquilli e fidatevi di Bicisport.

NIZZOLO & ROSA: S.V. – Giacomo e Diego lasciano il Tour dopo appena una settimana, peccato! Problemi fisici per entrambi e tanta sfortuna soprattutto per il campione “italo-europeo” che in questo Tour avrebbe potuto vincere una bella tappa. Amarezza sì, ma chissà magari li rivedremo al Giro d’Italia…

VAN AERT: 8 – Gigantesco nelle due tappe che ha fin qui conquistato, formidabile tutte le volte che si è messo a tirare al servizio del suo capitano Primoz Roglic e devastante quando, negli ultimi chilometri del Port de Balès, si è messo a frustare il gruppo separando i maschi dalla femmine. Il giovane corridore belga è l’uomo in più della Jumbo-Visma e soprattutto di Primoz Roglic che con un Wout così può alzare al massimo l’asticella della proprie ambizioni.

PINOT: 4 – Dopo la brutta caduta di Nizza rimediata nella prima tappa, il francese sembrava aver recuperato dalle botte rimediate ma, purtroppo per lui, non era così. All’arrivo della prima salita vera del Tour de France (il Port de Balès), le condizioni dello sfortunato scalatore transalpino sono state severamente messe a nudo. I compagni di squadra gli sono stati vicino sin dai primissimi segnali di crisi ma “salvare” Thibaut oggi in piena “bambola” non era possibile e il distacco all’arrivo è di quelli che non ammette repliche: oltre 25 minuti. Crisi totale e sogno di vincere il Tour andato in frantumi.

JUMBO-VISMA: 7 – Cominciano a dettare il passo ai piedi del Port de Balès (hors categorie) quando al traguardo mancano una cinquantina di chilometri e i fuggitivi all’avanscoperta hanno più di una dozzina di minuti di vantaggio sul gruppo della maglia gialla. Gli uomini dello squadrone belga non sbagliano un colpo e la loro dimostrazione di forza e coesione è un messaggio chiaro. Unico neo: il cedimento inaspettato di Sepp Kuss, uno degli angeli custodi in salita di Primoz Roglic e poi quello di Tom Dumoulin (in versione gregario) non ancora sui suoi livelli migliori.