Tutto sul Lombardia, si può vincere (o perdere) in questi 3 punti!

Il Giro di Lombardia ci regala ogni anno uno spettacolo incredibile. Ci auguriamo che anche nel 2020 potremo vivere le stesse emozioni.
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Mai come quest’anno sarà difficile prevedere il vincitore del Giro di Lombardia. Come ha spiegato anche Vincenzo Nibali, sono troppe le variabili da tenere in considerazione, su tutte il gran caldo.

Il percorso ricalca quello delle passate edizioni ma cambierà molto affrontarlo con il sole di ferragosto invece del fresco delle prime giornate di ottobre. Un altro elemento da tenere sott’occhio è la condizione dei corridori: molti si presenteranno al via da Bergamo con meno di dieci giorni di gare sulle gambe.

Andiamo ora a vedere quali sono i punti più caldi di questa edizione, ovvero dove si potrà vincere, ma anche perdere, il Giro di Lombardia 2020.

Madonna del Ghisallo e Muro di Sormano

Il Muro di Sormano, uno dei tratti più impegnativi del Giro di Lombardia. Qui Primoz Roglic in azione nel 2019.

Se la prima parte di corsa è abbastanza tranquilla con solo il Colle Gallo e il Colle Brianza a mettere chilometraggio nelle gambe dei ciclisti, la Madonna del Ghisallo e il Muro di Sormano saranno i veri spartiacque della corsa.

Le due ascese si susseguono ed entrambe presentano pendenze molto dure che spezzeranno in più tronconi il gruppo. Negli scorsi anni non hanno inciso tanto sul vincitore ma hanno distrutto i sogni di gloria di tantissimi favoriti alla partenza.

Sarà importante arrivare al Santuario ancora freschi, ben idratati e ben alimentati per non rischiare improvvise crisi di fame. Ricordiamo che il Ghisallo presenta una pendenza media del 6,2% spalmata su ben 8,6 km. Il finale è molto duro con massime anche del 12%.

Segue una discesa tecnica che porta subito ai piedi della Colma di Sormano. Il tratto più duro è il finale, con il celebre muro di 1,9 km al 15,8% (max 27%). Qui chi se la sentirà potrà allungare, costringendo tutto il resto del gruppo ad inseguire. Remco Evenepoel ama gli attacchi da lontano, chissà che non ci proverà proprio sul Muro di Sormano.

La salita del Civiglio

Thibaut Pinot, vincitore del Giro di Lombardia 2018, attacco sul Civiglio per trionfare sul Lungolago.

Il Civiglio viene considerata la rampa di lancio degli scalatori che vogliono trionfare a braccia alzate lungo il lago di Como. Negli ultimi anni abbiamo visto attaccare qui Pinot, Nibali, Mollema, tutti vincitori al termine della corsa.

Si tratta di una salita molto dura e regolare, con pendenze che non scendono mai sotto il 9,7%. Dopo i 4,2 km di ascesa non sarà finita, allo scollinamento mancheranno ancora 16 chilometri al traguardo.

Le discese…

Vincenzo Nibali al Giro di Lombardia 2015: l’attacco in discesa ha creato lo spazio necessario per il trionfo in solitaria.

Se la salita non fa selezione, la discesa crea sempre scompiglio. Vincenzo Nibali attaccò proprio nella discesa del Civiglio, sfruttando tutte le sue qualità e abilità nella guida del mezzo.

Parliamo di curve tecniche, spesso a gomito, dove si può rilanciare. Bisognerà fare molta attenzione, la fatica della salita, unita al grande caldo di Ferragosto porterà i corridori allo stremo. Solo i più coraggiosi e i più bravi proveranno a fare la differenza scendendo giù in picchiata.

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