
Simon Yates ha vinto il Giro d’Italia all’ultimo respiro rovesciando la classifica sul Colle delle Finestre, dove aveva perso la maglia rosa nel 2018. Il britannico della Visma ha approfittato al massimo del marcamento tra Isaac del Toro e Richard Carapaz. Grave errore del messicano: in quel momento era il leader e non poteva disinteressarsi così di Yates. Sentite cosa dice Chiappucci… L’Italia trova una piacevole conferma in Giulio Pellizzari, sesto in generale e secondo tra i giovani, capitano “soltanto” nella terza settimana dopo il ritiro di Roglic. Giuseppe Martinelli non ha dubbi: nel 2026 deve tornare al Giro con una squadra al suo servizio, ma non sottovaluti le pressioni. Quanta sfortuna, invece, per Antonio Tiberi e Giulio Ciccone. Caduti entrambi nella tappa di Nova Gorica, il loro Giro è sostanzialmente finito lì: Tiberi, crollato poi nella 17ª frazione, è arrivato a Roma scortando Caruso fino al quinto posto della classifica; Ciccone, invece, ha dovuto alzare bandiera bianca proprio quando le vere montagne si stagliavano all’orizzonte. Ma intanto al Giro ha iniziato a prendere la forma la nazionale dei mondiali in Ruanda: ecco gli appunti raccolti da Marco Villa. A seguire, il racconto testuale e fotografico delle ventuno tappe della corsa rosa. Infine, il punto sul Prestigio: dalla vittoria di Bracalente alla Coppa della Pace al primato di Fantini nella challenge. E adesso, sotto con il Giro Next Gen!
IN COPERTINA
Il duello sudamericano manda Yates in paradiso
Ha rovesciato il Giro pedalando d’astuzia
E pensare che del Toro ce la stava per fare…
Pellizzari sgambetta illuminandoci la strada
Quel sogno spezzato da una caduta maledetta
Le lacrime e l’abbandono del povero Ciccone
Dall’Albania a Roma, un’avventura da rivivere…
Il Prestigio si infiamma con l’assolo di Bracalente
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