Bicisport di agosto 2016

Con turni di stampa forzati alla fine del Tour de France, abbiamo mandato in tutte le edicole d’Italia e in quella digitale degli iPad, un numero di Bicisport che farà parlare. La Grande Boucle ha espresso verdetti severi e offerto un’infinità di spunti. Ha consegnato agli annali un Chris Froome diverso dal solito, magari meno potente, ma capace di improvvisare, attaccare in discesa, infilarsi nei ventagli e di appioppare nelle crono distacchi decisivi. Ancora il Tour ha celebrato il talento di Bardet, capace in un solo giorno di vincere una tappa e prendersi per la prima volta il podio. E poi ha fatto saltare i piani dell’Astana. Quelli di Nibali, partito per far classifica, ma drammaticamente a corto di gambe e trasformatosi fra le critiche in gregario di Aru. E quelli del sardo, sesto in classifica fino a un’ora dall’ultimo traguardo alpino e di colpo spazzato via da una cotta bestiale. Oltre a loro, le storie del Tour parlano di un Quintana spuntato: che fine ha fatto lo spavaldo scalatore colombiano? Ma non è finita qui. Sul numero di agosto brillano infatti i racconti dal Giro di Val d’Aosta e le imprese degli azzurrini agli europei e ai mondiali in pista. Infine le cartine complete della Vuelta España, dove tanti protagonisti del Giro e del Tour si ritroveranno per l’ultima sfida di stagione. Un altro grandissimo numero di Bicisport, l’ideale per mettere offrire spunti e argomenti da approfondire durante le ferie. In montagna. O sotto l’ombrellone…

Il romanzo del Tour 2016

Lo Speciale che racconta il terzo Tour di Froome è fresco di stampa. Una raccolta delle immagini e delle storie della carovana dalla prima tappa sulle coste della Normandia, sino al gran finale nella magica notte di Parigi. Il tempo di partire e subito una caduta ha tagliato fuori Contador nel giorno in cui Mark Cavendish è tornato a ruggire in una tappa della Grande Boucle. Proprio il velocista britannico, lanciato come un siluro sulle Olimpiadi di Rio in pista, se ne è tornato a casa prima delle Alpi avendo vinto per ben quattro volte, lasciando agli altri sprinter le briciole. E’ stato anche il Tour di Sagan, folletto iridato e poi in maglia verde per la quinta volta consecutiva, capace di vincere tre tappe. Ma è stato soprattutto il Tour delle grandi montagne, degli episodi incresciosi e delle cotte clamorose. Accanto a un Froome apparentemente inattaccabile, prima Nibali, poi Porte e Van Garderen, Quintana e infine Aru hanno dovuto arrendersi alla fatica e ad errori di inesperienza. E cosa dire dell’arco dell’ultimo chilometro che si affloscia, di Froome che molla una gomitata a un tifoso e poi si ritrova a correre senza bici su per il Ventoux? Eppure il britannico è stato il solito gigante e soprattutto ha promesso di provarci per altri tre anni almeno. Lo Speciale del Tour de France racconta giorno dopo giorno il suo viaggio verso la terza vittoria. Un documento da non perdere. Finito di stampare il giorno dopo la fine della corsa. Anche questo un record superbo…

IN COPERTINA

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