Il Chiappucci del 1992 non era il corridore quasi sconosciuto che due anni prima era stato capace di contendere il Tour de France fino all’ultimo giorno al grande Greg Lemond. Da quella impresa sfiorata era uscito campione, tanto da vincere la Milano-Sanremo del 1991 e collezionare tre podi consecutivi nelle grandi corse a tappe: secondo al Giro del 1991, terzo al Tour dello stesso anno, ancora secondo al Giro successivo.
Malgrado questo, alla partenza del Tour edizione 1992, non era tra i grandi favoriti: lo penalizzavano i troppi chilometri a cronometro, che invece erano in grado di esaltare non solo Miguel Indurain, grande specialista nelle prove contro il tempo, ma anche Gianni Bugno, con il quale Chiappucci aveva instaurato un dualismo degno delle grandi rivalità del passato.
La storia dice che Chiappucci quell’anno conquistò il terzo podio consecutivo al Tour, ma soprattutto che fu in grado di compiere una delle più grandi imprese del ciclismo moderno, domando dopo 200 chilometri di fuga solitaria il tappone del Sestriere, inserito nel tracciato del Giro per ricordare l’arrivo trionfale di Fausto Coppi, esattamente 40 anni prima.
Di seguito, la cronaca per immagini del “jour de gloire” di Claudio Chiappucci.
SCORRI LE FOTO QUI SOTTO…









