Rimane solo a 18 chilometri dall’arrivo del Lombardia, Paul Seixas continua a spingere. Guadagna sempre di più, ma come dice nell’intervista flash «non avevo ben chiaro il distacco, allora ho continuato fino all’arrivo». Sul traguardo finale è nettamente in vantaggio, ha circa 50” sul primo inseguitore, ma ancora non si fida e si volta a controllare e torna a sprigionare watt. Si concede di crederci solo a 50 metri dall’arrivo, forse meno. Si porta le mani alla bocca come per dire che è rimasto senza parole (anche noi, ndr), poi manda un bacio al pubblico di Como. Ha appena vinto Il Lombardia e con i suoi 20 anni e 16 giorni è il più giovane della storia a riuscirci.
«Non riesco a crederci, è assurdo – ha detto Seixas nella primissima intervista rilasciata, mentre ancora è sudato e beve acqua – È stato tutto perfetto. La squadra ha fatto un ottimo, incredibile lavoro. Hanno spinto tantissimo, anche più di quanto avrebbero dovuto».
Riguardo alla sua parte di gara ha detto: «Avevo gambe buonissime e la sensazione che sarebbe stata una bella giornata. Così sono riuscito a fare la differenza nel ritmo, forse un po’ troppo presto, ma sentivo che il passo non era abbastanza alto all’inizio della salita. Almeno per me, per riuscire a fare la differenza. In questo modo ho dovuto accelerare presto, come ho detto forse un po’ troppo presto. In pianura poi ho fatto una cronometro, anche contro me stesso. È stato assurdo».
Il prodigio francese, che è solo alla seconda stagione da professionista e la prima vittoria “tra i grandi” l’ha ottenuta a febbraio, ha concluso: «Non sapevo bene il distacco, ho capito che era qualcosa tra i 30 e i 40 secondi, ma non abbastanza per pensare alla vittoria. Ho cominciato a crederci alla fine dell’ultima salita, ma mi sono concesso di pensarci solo dopo aver passato la linea del traguardo. Mi sembra di sognare e non riesco a realizzarlo al momento».














