Mondiali, Armstrong: «McNulty motore incredibile». Bruyneel: «Jorgenson l’uomo che l’ha fatto vincere»

Brandon McNulty con la moglie Summer dopo la vittoria dei Mondiali di Montréal (Foto SWpix/UCI)
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Brandon McNulty ha conquistato la maglia iridata ai mondiali in Canada. Il tutto al termine di una gara logorante, caratterizzata dall’assenza di Tadej Pogacar e da un finale incerto fino all’ultimo, in cui i principali favoriti non sono riusciti a organizzare un inseguimento efficace. La sua vittoria ha sorpreso per il nome del vincitore, ma non per le qualità dimostrate durante la corsa.

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Nel podcast The Move, il campione del mondo del ’93 Lance Armstrong, ha ricordato come McNulty fosse spesso oggetto di elogi nel programma, sottolineando le doti fisiche del corridore. Armstrong ha ricordato come nel loro podcast siano sempre stati grandi estimatori di McNulty, rimarcando il suo «motore incredibile» e ricordando il suo ruolo di compagno di squadra di Pogačar. La vittoria ha avuto anche una componente tattica per Lance: McNulty ha scelto il momento giusto per attaccare, proprio quando il gruppo degli inseguitori ha perso coesione.

Anche Johan Bruyneel si è soffermato sulla fatica accumulata nei 273 chilometri della prova iridata. L’ex corridore ha descritto il finale come una vera e propria «fiera delle gambe imballate», al termine di una gara che ha costretto i corridori a sforzi ripetuti sul circuito di Montreal. In questo contesto, Bruyneel ha elogiato la prestazione di McNulty: l’americano è riuscito a mantenere un ritmo costante mentre gli altri iniziavano a pagare lo sforzo profuso. Bruyneel ha inoltre sottolineato l’importanza del ruolo di Matteo Jorgenson nell’esito della gara. Secondo lui, l’americano ha svolto un ruolo decisivo nel permettere a McNulty di lottare per la vittoria, arrivando a definirlo «l’uomo che ha fatto vincere McNulty».