McNulty nella leggenda: gli USA tornano a vincere un mondiale elite dopo 33 anni. È il quarto della loro storia

McNulty
La gioia di Brandon McNulty sul traguardo di Montreal (foto: UCI Cycling).
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Semplicemente clamoroso, dovendo scegliere una parola soltanto. Ai mondiali del Canada abbiamo assistito ad una nuova pagina della lunga e incredibile storia del ciclismo. Brandon McNulty ha attaccato, è fuggito e ha stregato tutti gli altri inseguitori, riportando in patria un titolo mondiale che mancava da più di 30 anni e che gli consente di vestire per un anno intero la mitica maglia iridata. Forse a sorpresa rispetto agli altri nomi finiti in top 10 e anche fuori, ma questa è la bicicletta. E molto spesso sa regalare emozioni dove gli altri sport peccano, o comunque non riescono ad arrivare.

Non è certo la prima volta che gli USA riescono a mettere le mani sull’iride. McNulty ha saputo replicare l’impresa con gamba e una resistenza fuori dal comune in questa domenica di mondiali, anticipando gli attacchi degli avversari con grande intelligenza, ma c’è qualche precedente. L’ultimo a riuscirci prima di lui fu infatti Lance Armstrong ai mondiali di Oslo del 1993, davanti a Miguel Indurain e Olaf Ludwig. Non aveva ancora compiuto 22 anni, in una giornata memorabile per il ciclismo americano e non solo, sotto la pioggia e i classici colori invernali. Si parla di ormai 33 anni fa.

Non troppo indietro nel tempo rispetto ad Armstrong, nel 1989 fu anche il mitico Greg LeMond a conquistare la maglia iridata in Francia, anticipando Dmitrij Konyšev e Sean Kelly. Quello fu però il secondo mondiale vinto dall’americano, che già nel 1983 trionfò al mondiale in Svizzera, come uno dei più forti della sua generazione. Arrivò in fondo superando la concorrenza di Adrie van der Poel e Stepehen Roche. Curioso che in tre mondiali vinti dall’America, il bronzo sia sempre andato ad un irlandese. E ancora più interessante il fatto che quest’anno sul podio in Canada ci sia finito proprio il figlio di Adrie, Mathieu.

Quello calato da Brandon McNulty in Canada diventa così il quarto asso del poker degli USA ai mondiali su strada. Sempre per gli amanti delle statistiche, gli americani hanno così superato negli ori alla prova in linea sia la Svizzera che la Slovacchia, fermi a 3 (pur rimanendo questi due paesi davanti agli USA per medaglie complessive). Una vittoria quella del corridore della UAE che rimarrà impressa nei libri di storia del ciclismo. E con validissimi argomenti, senza ombra di dubbio. Brandon McNulty è nella leggenda.