Fedrizzi, lo junior che ha stregato la Lotto Intermarché: «Dopo il mondiale deciderò se passare subito pro’»

Fedrizzi
Classe 2008, Fedrizzi sarà uno dei punti di riferimento della nazionale juniores guidata da Salvoldi ai mondiali in Canada (foto: girobar_cycling).
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Per chi non segue abitualmente le categorie minori, il nome di Brandon Fedrizzi può forse risultare ancora sconosciuto: ma è un nome che con ogni probabilità sentiremo molto spesso nei prossimi anni. Classe 2008, di Bolzano, Brandon ha cominciato a pedalare quando aveva sei anni e nelle categorie minori ha sempre vinto con continuità. La sua stagione più prolifica è stata il 2024, al secondo anno tra gli allievi, con ben 23 successi, e il feeling con la vittoria sta proseguendo tra gli juniores: l’anno scorso cinque successi con la Petrucci Assali Stefen Marko, quest’anno già 12 con la Borgo Molino Vigna Fiorita. Con questi risultati, l’altoatesino si è guadagnato un contratto con la Lotto Intermarché per le prossime quattro stagioni.

Brandon, che tipo di corridore ti definiresti?

«Sono abbastanza completo: vado forte sia in volata che sulle salite brevi. Tra gli juniores non c’è molta specializzazione, ma il mio idolo è Van der Poel e quindi in futuro mi piacerebbe diventare un corridore con le sue caratteristiche. Mi piacciono molto le classiche del nord e quest’anno ho vinto la versione juniores della E3, tra l’altro proprio poche ore prima che Mathieu vincesse quella dei professionisti».

Quando hai iniziato ad andare in bici? Chi erano i tuoi idoli?

«Ho iniziato nella categoria G1. Oltre al ciclismo, da piccolo ho provato anche l’hockey: non mi dispiaceva, ma la passione per le due ruote è stata più forte. Da bambino il mio idolo era Nibali, adesso tra gli italiani mi piacciono molto Pellizzari e Milan».

Quest’anno hai già vinto tanto, ma restano ancora due appuntamenti molto importanti: il Giro della Lunigiana e il mondiale in Canada.

«Al Lunigiana andrò con l’obiettivo di vincere una tappa, senza badare alla classifica. L’anno scorso ho sfiorato la vittoria nella volata di Marina di Massa, dove mi ha battuto solo Magagnotti: con Alessio siamo amici, siamo cresciuti insieme anche se poi abbiamo preso strade diverse tra gli juniores. Dopo il Lunigiana correrò il Trofeo Buffoni e poi farò rotta sul mondiale».

Con quali ambizioni?

«Con la volontà di fare bene: è un appuntamento che preparo da settimane, voglio giocarmi al meglio le mie carte. Ho studiato il percorso e mi sembra adatto alle mie caratteristiche, anche se ne ovviamente ne saprò di più quando faremo la ricognizione direttamente lì. Con il cittì Salvoldi ho un rapporto speciale: per me “Dino” non è solo un commissario tecnico, ma una persona che stimo tantissimo, un amico. Ci scriviamo molto spesso».

A partire dalla prossima stagione poi, correrai con la Lotto Intermarché.

«L’Intermarché mi ha preso a fine 2024, quando avevo appena finito la mia avventura con gli allievi e ancora non avevo corso neanche una gara con gli juniores: sono andato in Spagna con loro e lì per lì è stato piuttosto strano, visto che con l’inglese ancora non me la cavo benissimo. Poi l’Intermarché si è fusa con la Lotto, ma per me non è cambiato nulla: a partire dalla prossima stagione correrò con loro».

Nel vivaio o già tra i professionisti?

«Questo devo ancora deciderlo, dipenderà anche dal risultato del mondiale. Passare professionista è il mio sogno, ma sono consapevole di avere ancora tanto da imparare, e voglio crescere con tranquillità e serenità. Adesso preferisco pensare al mondiale, poi vedrò se andare nella Devo o già nel World Tour».

In entrambi i casi, dovrai imparare l’inglese…

«Sono convinto che parlandolo abitualmente riuscirò a impararlo più velocemente, anche perché sarò obbligato. Nei primi ritiri che ho fatto con la squadra, comunque, mi hanno aiutato molto Gualdi e Rota: mi ha fatto piacere trovare nel team due italiani, devo ringraziarli molto».