Non si finisce mai di dirlo, Tadej Pogacar non smette mai di stupire. Dopo la vittoria nella cronometro individuale di ieri alla prima tappa della Vuelta su un terreno tutt’altro che scontato, il fenomeno sloveno ha ammesso che non si aspettava di vestire già in maglia rossa dopo così poco tempo e soprattutto all’inizio della Vuelta.
È chiaro che Tadej rimanga il favorito anche per questo grande giro e che punti alla doppietta dopo la vittoria del Tour de France da protagonista indiscusso. A Pogi non piace parlare di record, come non ha mancato di far sapere in questi anni, ma ce ne sono due molto ambiziosi che potrebbe (volente o nolente) riuscire ad agguantare.
Il primo sarebbe quello di indossare la maglia rossa per tutta la durata della Vuelta. Un’impresa quasi titanica e che non si ripete da più di trent’anni. Era il 1994 quando Tony Rominger vinse per la terza volta di fila la Vuelta, conquistando sei tappe e vestendo la maglia di leader dall’inizio alla fine. Una simile impresa è riuscita a cinque corridori al Tour de France, l’ultima volta con Romain Maes nel 1935) e per quattro volte al Giro d’Italia, l’ultima con Gianni Bugno nel 1990. Va detto però che nel 2024 Pogacar aveva sfiorato questa impresa al Giro d’Italia ma perse la prima tappa a Torino. Poi si prese la maglia rosa per 20 giorni su 21, rimanendo leader fino alla fine.
Il secondo a cui potrebbe puntare Pogacar è il record di tappe vinte in una singola edizione della Vuelta, attualmente detenuto da una delle leggende del ciclismo belga, Freddy Maertens. Nel 1977 il corridore si impose su tutti gli altri con un dominio assoluto, vincendo 13 tappe totali. Quasi fisicamente impossibile che si ripeta un’impresa del genere, ma con questo Pogacar non si può mai smettere di sognare.













