
A provocare la tragica morte di Finlay Tarling, avvenuta ieri durante l’ottava tappa della Volta a Portugal, è stato lo scontro con un furgoncino, il cui autista è entrato sul percorso di gara senza autorizzazione e contromano rispetto al senso di marcia dei corridori. A confermarlo è stata la GNR (Guarda Nazionale Repubblicana), la polizia portoghese, all’agenzia di stampa locale Lusa. Lo scontro è avvenuto al chilometro 19 della Strada Nazionale 316 presso il distretto di Arcozelo, a Ponte de Lima. La polizia ha inoltre confermato che il furgoncino non faceva parte dell’organizzazione della corsa.
La NSN Cycling Development, intanto, ha deciso di lasciare la Volta a Portugal. Emil Nielsen, Alvaro Garcia Jimenez, Ben Morin, Alexander Hewes e Zac Marriage, i cinque compagni di squadra del giovane britannico, questa mattina non prenderanno il via della nona tappa: ieri, in un momento di grande commozione, avevano tagliato il traguardo per primi, guidando la triste sfilata del gruppo dopo la neutralizzazione della tappa.
Tra i messaggi di cordoglio per il povero Tarling è arrivato anche quello del presidente della repubblica portoghese, Antonio Josè Seguro: “Finlay Tarling si è spento sulla strada, praticando lo sport che amava e onorava, e la sue scomparsa getta nel lutto il gruppo, la gara e il Paese che lo ospitava. Soldiarietà, inoltre, alla direzione della Volta a Portugal e alla Federazione portoghese di ciclismo, che affrontano uno dei momenti più dolorosi della storia della gara: elogiamo la dignità delle decisioni prese in memoria e nel rispetto dell’atleta”.











