Mondiali, da Adorni a Pogacar: le fughe più lunghe per la maglia iridata

Mondiali Pogacar
Tadej Pogacar festeggia la vittoria dei Mondiali di Zurigo
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Tante volte durante la telecronaca oggi è stato fatto il nome di Vittorio Adorni. Un po’ perché l’Italia non si è mai vista in questi Mondiali di Zurigo e probabilmente c’è bisogno di attaccarsi ai ricordi, un po’ perché l’impresa di Tadej Pogacar ha ricordato quella dell’azzurro che vinse la maglia iridata nel 1968.

Duecento chilometri all’attacco, di cui novanta in perfetta solitudine che consegnarono un successo storico sulle strade di Imola al campione mai dimenticato. Quel giorno i due favoriti erano Merckx e Gimondi e tra i due “litiganti”, il terzo si è preso la gloria con grande felicità del tecnico laziale Mario Ricci. Tadej, invece, era il favorito, ma la sua azione è durata 101 chilometri, di cui poco più di cinquanta in totale solitudine.

Adorni, Pogacar e poi Remco Evenepoel. È del corridore belga, oggi sottotono, la terza fuga più lunga ai Mondiali. Venticinque chilometri e ottocento metri per volare verso la maglia iridata sull’insidioso circuito di Wollongong nel 2022. Quarto posto per Mathieu Van der Poel, oggi terzo, che a Glasgow lo scorso anno ha percorso da solo 22,3 chilometri. Per tutti gli altri meno di venti chilometri all’attacco in solitaria.