BENOOT: 7 – Il belga attacca a dieci dal traguardo, sul penultimo dentello di giornata. Fa il vuoto, guadagna metri e secondi (14) finché da dietro non lo raggiungono nella successiva discesa. La sua azione si rivelerà comunque una buona, buonissima, mossa per il suo compagno di squadra Andersen che poco dopo vincerà a braccia alzate.
HIRSCHI: 8 – Ripreso Benoot (suo compagno di squadra) ci prova ai meno cinque. La sua azione però non andrà a buon fine soprattutto perché sul giovane corridore svizzero piomba un certo Peter Sagan e, alla sua ruota, tutto il gruppo dei cacciatori di tappa. Hirschi arriverà decimo ma per la Sunweb è comunque festa grande!
ANDERSEN: 9 – Parte in contropiede ai meno tre dalla linea d’arrivo e la sua azione è a dir poco impeccabile. Il corridore danese (26 anni) spara la fucilata al momento giusto, il gruppo si guarda e non chiude in tempo dando così il via libero al primo successo al Tour del corridore del team Sunweb, tra l’altro già vincitore quest’anno di una frazione alla Parigi-Nizza.
TEAM SUNWEB: 10 – Negli ultimi otto chilometri verrebbe da chiedersi: «Ma quanti sono questi del team Sunweb?». Partono a ripetizione prima con Benoot, poi con Hirschi e, infine, con Andersen che conclude il capolavoro di squadra conquistando il traguardo di Lione. Bravi, anzi, bravissimi!
CONSONNI: 8 – Il suo capitano Elia Viviani non tiene il ritmo in salita e salta con Bennett ed Ewan. E così, nel giorno del suo compleanno, Simone ha la possibilità di giocarsi le proprie carte e lo fa alla grande cogliendo un incoraggiante terzo posto. Bravo e, ovviamente, auguri!
SAGAN: 6 – La sua squadra lavora sin dall’inizio della tappa riuscendo a far fuori gli sprinter come Sam Bennett e Caleb Ewan. Peter però non riesce a fare meglio del quarto posto: guadagna punti per la maglia verde, okay, ma oggi era una grande occasione per mettere le mani su un bottino decisamente più importante.
BORA-HANSGROHE: 9 – Studia la tappa a tavolino e mette in pratica al millimetro quello che prima del via aveva pianificato: far fuori Bennett e tutti i velocisti per facilitare Sagan nella disperata rincorsa alla maglia verde. Lo squadrone tedesco entra in scena a quasi cento chilometri dal traguardo imprimendo, in una delle prime salite di giornata, un forcing impressionante. Risultato: lo sprinter irlandese si stacca e con lui perdono le ruote anche molti altri velocisti che, sempre per il continuo e prolungato forcing del team del tre volte campione del mondo, non riusciranno più a rientrare per lo sprint della classifica a punti. Sagan al traguardo sarà quarto rientrando così in lizza per la classifica della maglia verde. Buon lavoro!
ALAPHILIPPE: 7 – Come aveva promesso prima del via, Julian ci prova attaccando sull’ultimo strappo. La sua azione però non va in porto (sulla ruota del francese si fionda un certo Egan Bernal) e così addio sogni di risalire sul gradino più alto del podio di un traguardo di tappa. Ci riproverà ? Certo che sì…
BERNAL: 6 – Si è mosso nel finale ma la salita era troppo leggera per fare selezione. Egan comunque appare in crescita anche se la sua azione si potrebbe leggere in due modi opposti: condizione in crescita e voglia di recuperare terreno il prima possibile oppure paura delle salite vere e quindi tentativo di anticipare le grandi montagne? Lo capiremo domani…
TRENTIN: 7 – A causa della rovinosa caduta rimediata alla Sanremo, Matteo non è ancora al top della condizione. Eppure il settimo posto di oggi conferma che il corridore del team CCC sta crescendo a vista d’occhio. Credici Matteo, credici!
COLBRELLI: 6+ – Sta correndo il Tour de France per il suo capitano Mikel Landa ma oggi ha avuto carta bianca e così Sonny si è buttato nel mischione della volata. Incassa una testata da Sagan ai 400 metri ma sembra proprio che più di così (nono) non possa fare.
PORTE: S.V. – La sfortuna (che ci vede benissimo) non smette di perseguitarlo. L’australiano infatti ha un guasto meccanico a otto chilometri dal traguardo e perde terreno quando il gruppo è allungatissimo. Elissonde però lo salva giusto in tempo lasciandogli la bici e consentendo a Richie di rientrare in tempo. Pericolo scampato.














