Europei Ciclocross, Schreiber furiosa: «Mi hanno portato via il momento più bello della carriera, non è giusto»

Schreiber
La volata al fotofinish tra Schreiber (a sinistra) e Brand (credit: UEC/Sprint Cycling Agency).
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Marie Schreiber non ci sta. La lussemburghese ha battuto la campionessa del mondo Lucina Brand nella volata finale degli europei di ciclocross a Zeddam, ma è stata poi declassata al secondo posto: una decisione, quella della giuria, che la classe 2003 non comprende, come ha spiegato senza mezzi termini ai microfoni di WielerFlits dopo la gara.

«L’UCI e la UEC promuovono sempre uno sport giusto e pulito, e poi fanno questo: è semplicemente ingiusto», ha commentato Schreiber. «Io e Lucinda rivisto il firmato della volata, e ognuna ha fornito la propria prospettiva. Lucinda ha detto che non ho fatto niente di male, e che comunque non mi avrebbe superato: le sono molto grata per questo, ma la decisione dei commissari non è cambiata».

«Ai giudici – ha continuato Schreiber – ho detto che si è trattato di una volata arrivata dopo cinquanta minuti di gara, con un battito cardiaco di 190: ho cambiato rapporto, il che ha fatto sì che deviassi leggermente verso sinistra. Ma chiunque guardi regolarmente le gare sa che è normale: non ho volontariamente chiuso la porta in faccia a Lucinda, lei lo sa e l’ha anche detto. Mi hanno portato via il momento più bello della carriera, è irrispettoso: sanno tutti che avevo vinto io».

La lussemburghese ha inoltre spiegato la scelta di non presentarsi sul podio delle premiazioni: «Volevo andare, perché ho pensato che tutti mi avrebbero odiato se non lo avessi fatto. Ma per come mi hanno trattato, a loro non devo niente. Per me in questo momento è difficile anche solo stare qui in piedi a parlare, e lo sarebbe stato anche salire sul podio».