Alex Carera, agente di Tadej Pogacar, ha lasciato intendere che il suo assistito punterà a tornare subito alla Vuelta, dopo che una caduta gli ha impedito di centrare la tripla corona.
Carera ritiene che la priorità sarà data alla corsa spagnola rispetto al Giro, avendo Tadej già conquistato la maglia rosa nel 2024 e visto che mancherebbe solo la Vuelta per completare il super palmares dello sloveno nei grandi giri: «Tadej ha chiaramente un conto in sospeso con la Vuelta, e non ama lasciare questioni in sospeso», ha affermato durante la trasmissione RadioCorsa su Rai Sport.
Continua così l’agente di Pogi: «Tuttavia, la decisione definitiva su quali corse a tappe disputerà nel 2027 verrà presa a dicembre, quando si troverà negli Emirati Arabi Uniti con la squadra per un periodo di ritiro collettivo. Tadej si siederà al tavolo con tutti i direttori sportivi del team UAE, insieme al direttore generale Mauro Gianetti e al direttore tecnico Joxean Matxin Fernandez. Sarà quello il momento in cui si deciderà a quale corsa parteciperà nel 2027. Se dovessi fare una previsione, le probabilità che torni alla Vuelta sono più alte rispetto a una sua eventuale partecipazione al Giro d’Italia».
Rimane un grande velo di incertezza e probabilmente non si saprà nulla prima di dicembre, in merito a quali classiche e monumento deciderà di prendere parte Pogacar nel 2027. Quel che appare quasi certo, invece, è la sua presenza ai mondiali e al Tour de France, dove andrà a caccia di una storica sesta maglia gialla.
A proposito di maglia gialla, Carera ha anche commentato il percorso del prossimo Tour de France, che secondo alcuni sarebbe stato disegnato appositamente “anti-Pogacar”, data la presenza di due cronometro superiori ai 30 chilometri, caratteristiche che sembrerebbero favorire uno specialista come Remco Evenepoel: «Non so se si possa definire il Tour de France “anti-Pogacar”. Dico solo una cosa: se ogni corridore intervistato viene interrogato su Pogacar, se gli organizzatori modificano i percorsi per rendere la sfida contro Tadej più avvincente e se gli sponsor continuano a fare riferimento a lui, significa che il suo peso per il ciclismo è enorme. Se queste prove a cronometro lo metteranno o meno in difficoltà, lo vedremo. Resta comunque lui l’uomo da battere»».













