È un addio al ciclismo sapendo di aver dato sempre il massimo quello di Nairo Quintana. Il colombiano termina la carriera alla Movistar, dove negli ultimi tre anni ha colto due successi, tappa e classifica generale quest’anno alla Vuelta Asturias. Tuttavia, il classe 1990 si rifiuta di parlare di calo di risultati, dato che secondo lui la differenza è stata principalmente nel gruppo, capitanato dal fenomeno sloveno, Tadej Pogacar.
Ha parlato così Nairo Quintana a Marca, alla domanda se avrebbe potuto battere Pogacar nel suo massimo stato di forma, o nel “prime“, come si sente dire a volte: «Impossibile, impossibile. Assolutamente impossibile. Avevo i miei numeri e sono andato crescendo, migliorandoli anche in questi ultimi anni, ma ogni volta son finito più lontano in classifica. Nella mia epoca, con i watt che avevo, ho potuto fare belle cose e dire la mia. In seguito, pur avendo watt superiori, ho trovato il mio posto nell’aiutare, essendo di supporto, fino al momento del ritiro».
Il colombiano non ha rimpianti circa il ritiro dal ciclismo professionistico e adesso sembra essere focalizzato su altri obiettivi, che escono dal mondo delle corse: «Lo avevo deciso da due anni. Quando ho firmato il mio scorso contratto avevo detto a Eusebio Unzué che sarebbe stato l’ultimo. Ora mi motivano altri progetti. Voglio anche godermi la vita perché il ciclismo di oggi è molto più intenso, non solo nelle corse, ma anche nella vita di tutti i giorni. Anche questa settimana alcuni corridori hanno annunciato il proprio ritiro perché, pur essendo in squadre molto valide, non riuscivano a reggere la pressione quotidiana alla quale son sottoposti tutti i corridori attuali».














