Questa è una notizia che sarebbe dovuta arrivare già qualche stagione fa, quando Filippo D’Aiuto aveva dimostrato di valere il professionismo in diverse occasioni. Nelle annate recenti c’è stata una certa riluttanza nell’accogliere in squadra corridori elite, e D’Aiuto, classe 2002, lo è già da due stagioni.
La trasformazione da Continental a Professional della MBH Bank CSB Telecom Fort, però, in questo senso è stata provvidenziale perché ha aperto molte posizioni che prima non esistevano, in un ciclismo dove sono più le squadre che chiudono di quelle che aprono.
«Ho 25 anni, è un po’ tardi rispetto alla media, ma è una sfida da cogliere in pieno». Ha detto il friulano D’Aiuto intervistato da Il Goriziano.
Alla MBH Bank, di forte matrice italiana ma che batte bandiera ungherese (ci sono anche 4 corridori ungheresi nel team, campioni nazionali nella crono e nella prova in linea sia elite che Under 23), non interessa in particolar modo l’età dei corridori. Quando hanno cominciato l’attività professionistica, solo 4 su 20 venivano direttamente dal professionismo e 1 c’era stato nel passato. Solo 2 hanno corso nel World Tour, Masnada e Peak.
Eppure quello che interessa al team con base a Bergamo non è quello di avere una squadra per forza giovanissima, ma credere nei giovani che avevano coltivato quando erano Continental e aggiungere dei corridori con esperienza. Senza dubbio questa mentalità li ha premiati: hanno raccolto ben 8 vittorie professionistiche, rilanciato Alessandro Fancellu nel World Tour (dal 2027 sarà con la Jayco AlUla), e preso degli stagisti.
Uno di questi era proprio Filippo D’Aiuto, che è stato confermato per le stagioni 2027 e 2028. Lo ha dichiarato lui stesso in un’intervista rilasciata a Il Goriziano. «Continuare a crederci è valso tutto. Ci vogliono resistenza mentale e convinzione. Ho firmato un biennale con quella che sarà la mia nuova squadra e il mio primo obiettivo in questa realtà sarà quello di confermarmi competitivo».














